Giro di commenti – Un calcio alla sfortuna

Quest’oggi, Primoz Roglic ha dato un calcio alla sfortuna. Sotto vari punti di vista. Prima di tutto, perchè in questo Giro d’Italia tutto ciò che poteva andare male è andato anche peggio. La sfortuna lo ha perseguitato anche oggi, nella cronometro conclusiva, quando c’è stato il problema meccanico che ha rischiato di fargli vanificare quanto di buono aveva fatto fino a quel momento. Il Giro era iniziato davvero male per la formazione olandese, con quattro corridori positivi al Covid-19 e l’incidente che ha coinvolto Jan Tratnik prima della grande partenza a Fossacesia Marina. Roglic definì la grande partenza un “grande casino”, e ne aveva ben ragione.

Episodi del genere avrebbero destabilizzato chiunque. La Jumbo-Visma è abituata a fare dei lunghi training camp, e anche per il Giro d’Italia i corridori erano stati insieme per molte settimane in altura al fine di preparare la corsa rosa. Dopo tanto tempo e tanta fatica insieme, la squadra è cambiata completamente. E’ vero che alla Jumbo-Visma hanno i corridori migliori, ma sconvolgere così i piani rende tutto difficile, anche per i migliori.

Poi le cadute, perchè in una grande corsa a tappe, vuoi o non vuoi, l’asfalto lo assaggi sempre. E così arrivano la caduta nella quinta tappa, sotto la pioggia battente di Salerno, e quella della tappa di Tortona, che spinge Tao Geoghegan Hart al ritiro. Forse è stato questo l’episodio-chiave che ha fatto perdere il Giro d’Italia a Geraint Thomas? Difficile dirlo, anche perchè non si possono sminuire gli enormi meriti di Roglic, che oggi ha vinto nonostante il guasto meccanico.

Proprio quell’episodio è stato solo l’ultimo, in ordine temporale, di una corsa rosa dove tutto è andato male. Alla fine, nonostante la sfortuna, il risultato per Roglic è arrivato. Ed è sintomo di una forte motivazione mentale, oltre che grande concentrazione sull’obiettivo. Con questa vittoria è definitivamente alle spalle anche la sconfitta a La Planche des Belles Filles 2018, quando Rogla perse la maglia gialla per mano di uno stratosferico Tadej Pogacar. La tappa di oggi somigliava molto a quella per conformazione morfologica, ma il risultato è stato ben diverso.

Onore a Primoz, che quest’anno ha partecipato a tre corse e le ha vinte tutte e tre: Tirreno-Adriatico, Catalunya e Giro d’Italia. Con il casco dorato per celebrare la medaglia d’oro alle Olimpiadi di Tokyo, lo sloveno ha fatto sua la maglia rosa. E domani la festa si trasferisce a Roma.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *