Van Aert, ancora guai: “La gamba destra non spinge come la sinistra”

Wout van Aert è pronto a tornare nel ciclocross lunedì 23 dicembre, a Mol, ma i guai non sono finiti. Dopo la caduta alla Vuelta, il campione belga ha dovuto affrontare una lunga riabilitazione, che ancora oggi lo tiene impegnato. “Sto lavorando duramente per riequilibrare la forza tra le due gambe. Al momento, la gamba destra non spinge ancora come la sinistra, e questo mi ha impedito di allenarmi a pieno regime sugli aspetti specifici del ciclocross,” ha raccontato.

Nonostante le difficoltà, Van Aert non ha rinunciato alla sua passione per il ciclocross, uno sport che definisce la sua “seconda natura” e “primo amore”. “A volte, soprattutto quando sei infortunato, ti viene in mente l’idea di prenderti una pausa durante l’inverno. Ma basta pensarci per sentire subito la voglia di tornare. Non riesco a rinunciarci, è troppo importante per me,” ha spiegato, sottolineando il legame speciale che lo unisce a questa disciplina.

Wout van Aert, lunedì 23 dicembre il ritorno al ciclocross

Quest’anno il programma di ciclocross di Van Aert sarà più ridotto rispetto al passato, con solo sei gare in calendario. L’esordio a Mol rappresenta un ritorno simbolico, un ponte verso la preparazione per i grandi obiettivi della prossima stagione su strada, tra cui il Giro delle Fiandre e la Parigi-Roubaix. Due appuntamenti che per Van Aert restano prioritari: “Sono le gare dei miei sogni, quelle per cui sono disposto a dare tutto.”

Tuttavia, il belga invita alla prudenza e a non aspettarsi subito grandi prestazioni. “La preparazione non è andata come speravo, e sarà difficile essere competitivo sin da subito. L’obiettivo è raggiungere il mio massimo livello in primavera, ma non posso ancora promettere di essere al top ora. So bene cosa voglio ottenere, e finché resto concentrato sui miei obiettivi, non mi lascerò condizionare troppo dall’opinione pubblica.”

Un recupero faticoso

Van Aert ha anche ammesso che il recupero è stato un processo faticoso, ma il supporto della sua famiglia e del suo team è stato fondamentale per ritrovare motivazione. “La mia determinazione è parte di me, non devo forzarla. Dopo qualche settimana senza gare, sento spontaneamente la voglia di tornare e lavorare sodo. Allo stesso tempo, le persone intorno a me mi aiutano a vedere le cose con più equilibrio e a ricordare che ci sono altre priorità nella vita.”

Il campione belga conclude con un pizzico di autocritica, sottolineando come avrebbe potuto pianificare meglio il suo rientro: “Avrei dovuto iniziare prima con gli allenamenti specifici per il ciclocross. Ma ormai sono qui, e non vedo l’ora di tornare a correre.”

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