We Ride Flanders, ovvero: il cicloturismo funziona sempre

OUDENAARDE – Per chi viene dall’Italia ed è abituato a vedere le scene delle granfondo amatoriali, è sempre un’esperienza importante assistere ai passaggi della We Ride Flanders, il Giro delle Fiandre per cicloturisti. Non per cicloamatori, ma per turisti: perchè si corre senza classifica, con il traffico veicolare aperto (nonostante ci sia davvero un’infinità di polizia a presidiare gli incroci), solo con la voglia di essere immersi all’interno della campagna belga, sul tracciato che è da sempre considerato “l’università del ciclismo”.

In Italia, nel mondo cicloamatoriale, si parla ormai da tantissimi anni del problema delle classifiche, ovvero: perchè alle granfondo devono esserci le classifiche? Dato che si tratta di gare aperte a tutti, non sarebbe più giusto abolirle? Non vogliamo entrare nel merito di questo discorso: vogliamo semplicemente far notare che pedalare senza un obiettivo agonistico può essere davvero un veicolo perfetto di promozione del territorio.

Sono ormai molti anni che la We Ride Flanders è diventata un punto di riferimento per il mondo cicloturistico: 16.000 persone che pedalano sul tracciato. L’unico obiettivo che viene chiesto ai corridori è quello di chiudere il percorso entro le otto di sera. Tutto questo, lo ripetiamo, solo ed esclusivamente per il puro piacere di pedalare. Il giorno dopo, guardando le gare dei professionisti uomini e donne, 16.000 persone potranno dire “io ieri ero lì”. Lasciando ai professionisti l’obiettivo di competere per la vittoria, perchè essere presenti a un evento del genere è già un successo.

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