Mondiali ciclismo 2025, il Belgio si difende: “La seconda bici di Evenepoel non aveva problemi”

Nonostante l’argento conquistato da Remco Evenepoel, in casa Belgio il clima non è di festa. Troppo pesante quel distacco di 1’28” da Tadej Pogacar, frutto di una serie di episodi che hanno trasformato la corsa in una vera odissea.

La buca che ha rovinato la bici di Remco

Il primo a raccontare cosa sia successo è stato il meccanico Dario Kloeck, cugino di Evenepoel. La versione è chiara: «La sella della sua prima bici si è rotta dopo essere finito in una buca poco prima del Monte Kigali. Remco ha corso a lungo con una bici compromessa. Era scesa di due centimetri e inclinata verso il basso. Non c’era nulla da fare».

Il passaggio alla seconda bici, secondo Kloeck, non avrebbe dovuto rappresentare un problema, ma la perdita di tempo e la frustrazione hanno pesato come un macigno. «Non c’era niente che non andasse nella seconda bici, ha perso molto tempo inutilmente».

Il “caso toilette” che ha fatto discutere

Oltre al guaio tecnico, in corsa si è parlato anche di… servizi igienici. Gli organizzatori, infatti, hanno vietato le soste a bordo strada, costringendo i corridori a usare wc chimici. A spiegarlo è stato Louis Vervaeke, compagno di squadra di Evenepoel: «Non ci hanno permesso di fermarci in pubblico. Io non ho avuto bisogno, ma Victor Campenaerts ha preferito arrangiarsi con una borraccia piuttosto che perdere tempo».

Belgio diviso tra orgoglio e rimpianti

Se da un lato l’argento mondiale resta un risultato di prestigio, dall’altro la sensazione è che senza imprevisti Evenepoel avrebbe potuto lottare davvero per l’oro. Adesso la federazione belga dovrà fare i conti con le polemiche e, soprattutto, con la voglia di riscatto del suo talento più brillante.

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