L’airbag per il ciclismo sbarca nel World Tour

Presentato a Velofollies e già in fase di test con il Team Picnic PostNL, Aerobag è uno dei progetti più innovativi degli ultimi anni nel campo della sicurezza ciclistica. Un airbag integrato nell’abbigliamento, pensato per proteggere i professionisti ma con l’ambizione di arrivare presto anche al grande pubblico. Un’idea che potrebbe cambiare radicalmente il modo in cui intendiamo la protezione in bici, sia in allenamento che in gara.

Un airbag davvero “da ciclismo”

Negli anni non sono mancati tentativi di sviluppare sistemi simili, ma nessuno era riuscito a raggiungere un livello di miniaturizzazione e integrazione paragonabile a quello di Aerobag. Il fatto che un team WorldTour abbia deciso di adottarlo in allenamento – e forse in futuro anche in gara – è un segnale importante della maturità del progetto.

Per ora il dispositivo è pensato principalmente per i professionisti, anche a causa del prezzo previsto: 750-800 euro. Una cifra elevata, ma che potrebbe ridursi con la produzione su larga scala. Se ciò accadesse, Aerobag potrebbe diventare un alleato prezioso per migliaia di ciclisti.

Come funziona Aerobag

Il sistema si basa su una piccola sacca posizionata sulla schiena, che contiene:

  • l’elettronica di controllo
  • una cartuccia di CO₂ sostituibile
  • una rete di tubi in TPU integrati direttamente nell’abbigliamento tecnico

Per il Team Picnic PostNL, è Nalini a realizzare i primi capi con l’airbag incorporato, lavorando a stretto contatto con Aerobag per rendere il prodotto disponibile anche ai ciclisti amatoriali.

Il cuore del sistema è un algoritmo alimentato da nove sensori ad alta precisione, capaci di monitorare 200 volte al secondo parametri come:

  • posizione del corpo
  • velocità
  • accelerazione
  • pattern di movimento

Quando viene rilevata una dinamica compatibile con una caduta, l’airbag si attiva in 100 millisecondi, creando una camera d’aria protettiva attorno al ciclista.

Dopo l’impatto, i tubi in TPU si sgonfiano rapidamente, permettendo – almeno in teoria – di riprendere subito la corsa o l’allenamento.

Peso, comfort e aerodinamica

Aerobag dichiara un peso complessivo di circa 500 grammi. Il sistema è quasi invisibile dall’esterno, fatta eccezione per la piccola protuberanza sulla schiena dovuta alla sacca. L’impatto sull’aerodinamica sarebbe minimo, così come quello su libertà di movimento e comfort termico, grazie alla miniaturizzazione delle componenti.

Le zone protette

L’airbag è progettato per proteggere le aree più esposte in caso di caduta:

  • collo
  • colonna vertebrale
  • clavicole
  • torace

Si tratta delle parti del corpo che più frequentemente riportano traumi gravi negli incidenti ciclistici.

Interesse crescente nel mondo del ciclismo

Oltre al Team Picnic PostNL, un’altra squadra professionistica sta testando Aerobag e potrebbe adottarlo nei prossimi mesi. Anche l’UCI avrebbe mostrato interesse verso il progetto. Non è da escludere che, in futuro, un sistema di protezione di questo tipo possa diventare obbligatorio, come già accaduto per altri dispositivi di sicurezza.

In un periodo in cui il tema della sicurezza è sempre più centrale, un airbag leggero, integrato e pensato specificamente per il ciclismo potrebbe rappresentare una delle innovazioni più sensate degli ultimi anni.

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