Mondiali ciclocross Hulst 2026, non ci sarà pubblico da record: ecco perché

Hulst si prepara a vivere uno dei weekend più attesi della stagione ciclocrossistica. Il 31 gennaio e il 1° febbraio 2026 si svolgeranno i Mondiali di ciclocross 2026, un appuntamento che l’organizzazione guidata da De Brauwer sta rifinendo nei minimi dettagli. I delegati UCI hanno già effettuato la prima ricognizione ufficiale del percorso, mentre i costruttori sono entrati nella fase finale dei lavori. Tutto procede secondo i piani, ma una cosa è già certa: non sarà un Mondiale da record di pubblico.

Mobilità e sicurezza prima di tutto

Chi ha vissuto la Vestingscross negli ultimi anni conosce bene la sensazione di “troppa gente” lungo il tracciato. Nel 2023, con la tappa di Coppa del Mondo, si contarono circa 22.000 spettatori, con una finish zone letteralmente congestionata. Da qui la decisione di intervenire in modo radicale.

Il percorso è stato completamente ripensato per garantire una migliore circolazione del pubblico: sette pontoni, cinque ponti, un tracciato più esteso e fluido. Una configurazione rara per un Mondiale, pensata per evitare i colli di bottiglia e rendere l’esperienza più piacevole.

La sfida più grande resta però la mobilità esterna. Hulst è raggiungibile principalmente da una sola arteria stradale, motivo per cui l’organizzazione ha puntato forte su Park & Ride, Park & Walk, navette dedicate e un appello ai residenti a muoversi in bicicletta. L’obiettivo è chiaro: alleggerire il più possibile la provinciale e garantire un afflusso ordinato.

Capienza fino a 55.000 spettatori, ma non verrà raggiunta

Per evitare di sovraccaricare il centro cittadino, è stata effettuata una valutazione tecnica della capienza massima dell’area di gara: 55.000 spettatori. Una cifra importante, ma che non verrà toccata.

Ad oggi, la prevendita per la domenica – la giornata clou – si è fermata a 35.000 biglietti. Numeri solidi, ma lontani dal potenziale massimo. E secondo De Brauwer, intervistato da Wielerflits, le ragioni sono chiare.

L’assenza di Wout van Aert pesa (e non poco)

Il forfait di Wout van Aert, fermato dall’infortunio alla caviglia rimediato a inizio gennaio nella Zilvermeercross di Mol, ha inevitabilmente raffreddato l’entusiasmo di una parte del pubblico. Il duello annunciato con Mathieu van der Poel era uno dei grandi richiami del Mondiale, e l’organizzazione aveva persino inserito un tratto potenzialmente decisivo, modellato sulle caratteristiche del belga.

Senza la sfida diretta tra i due fenomeni, molti tifosi fiamminghi potrebbero aver perso un po’ di interesse. “Se Wout non c’è, forse non ci sarà battaglia”, è il ragionamento che in tanti sembrano aver fatto.

Mondiali ciclocross Hulst 2026, si punta all’esperienza, non ai numeri

Nonostante ciò, a Hulst non c’è alcuna delusione. L’obiettivo non era battere i record di Koksijde 2012 (65.000 spettatori) o Hoogerheide 2009 (55.000), ma offrire il Mondiale più bello possibile.

Il programma è stato pensato per andare oltre il pubblico tradizionale del ciclocross:

  • collaborazione con gli organizzatori delle Lokerse Feesten,
  • una grande tenda Kamping Kitsch,
  • attività per famiglie e bambini, da sempre parte dell’identità del cross di Hulst.

Un evento che vuole essere festa, spettacolo e accoglienza, più che una semplice gara.

“Non il più affollato, ma il migliore”

De Brauwer lo ripete con convinzione: “Non vogliamo il Mondiale con più spettatori, ma quello di cui si parlerà più a lungo”. E guardando la cura con cui è stato progettato il percorso, la gestione dei flussi e il programma collaterale, Hulst sembra davvero pronta a mantenere la promessa.

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