Grande prova dell’Italia nella staffetta mista, gara che ha inaugurato i mondiali di ciclocross a Hulst, nei Paesi Bassi. Gli azzurri sono stati a lungo in testa alla prova a squadre, ma sono stati poi ripresi negli ultimi due giri dai padroni di casa, bravi a non mollare mai la presa.
La Mixed Relay dei Mondiali di Hulst ha regalato all’Italia una delle pagine più belle di questa stagione. In una prova che mette insieme junior, Under 23 ed élite – tre uomini e tre donne per ogni nazionale – gli azzurri hanno saputo trasformare una gara imprevedibile in un capolavoro di compattezza, coraggio e continuità . Alla fine è arrivato un argento importantissimo, conquistato contro avversari di altissimo livello e dopo una battaglia tecnica e mentale durata sei giri.
Grigolini incendia la gara: Italia subito protagonista
A dare il via alla cavalcata azzurra è stato il junior Filippo Grigolini, autore di una partenza esplosiva. L’Italia si è subito messa davanti, costringendo Olanda, Canada e Stati Uniti a inseguire. Sorprendentemente, la Gran Bretagna ha perso terreno già nei primi minuti, mentre nel finale di frazione l’olandese Guus van den Eijnden ha approfittato di un piccolo errore di Grigolini sulle barriere per chiudere il giro in testa.
L’Olanda ha guadagnato cinque secondi sugli azzurri, ma la sensazione era chiara: l’Italia c’era, eccome.
Viezzi e Casasola tengono viva la corsa
Nella seconda frazione è toccato al campione italiano U23 Stefano Viezzi, che ha gestito la pressione con grande maturità . Ha provato a chiudere sul giovane olandese Delano Heeren, senza però riuscire a staccarlo. Subito dopo è entrata in scena Sara Casasola, chiamata a confrontarsi con la junior olandese Isis Versluis. L’azzurra ha retto bene nella prima parte, poi una scivolata l’ha fatta transitare a 15 secondi dalla testa.
Niente di compromesso: nella Mixed Relay i distacchi cambiano rapidamente, e l’Italia era ancora pienamente in corsa.
Ferri rilancia, Bentveld cede: Italia sempre più vicina al sogno
La quarta frazione ha visto protagonista Elisa Ferri, che ha difeso con grinta la posizione azzurra. Sulla carta era il momento in cui l’Olanda avrebbe dovuto allungare grazie alla campionessa europea U23 Leonie Bentveld, ma è successo l’opposto: Bentveld ha perso terreno e ha addirittura lasciato strada alla Slovacchia.
A due frazioni dalla fine, l’Italia si è ritrovata in piena lotta per l’oro, con un margine di sette secondi sulla Slovacchia e 17 sull’Olanda. Restava però da affrontare la frazione più delicata: quella della junior Giorgia Pellizotti.
Pellizotti lotta, ma Van Anrooij cambia la gara
Pellizotti ha dato tutto, difendendo con coraggio il vantaggio costruito dai compagni. Ma quando l’olandese Shirin van Anrooij è partita per la penultima frazione, la gara ha cambiato volto. In pochi minuti la campionessa neerlandese ha ripreso la Slovacchia, poi ha superato anche l’Italia, portando l’Olanda al comando con undici secondi di margine.
Un colpo durissimo, ma non definitivo: l’Italia aveva ancora un’arma da giocare.
Fontana chiude da campione: l’Italia è d’argento
L’ultima frazione ha messo di fronte Filippo Fontana e l’olandese Del Grosso. L’azzurro ha provato a riportarsi sotto, ha difeso ogni metro e ha tenuto viva la speranza fino all’ultimo tratto. Contro la coppia Van Anrooij–Del Grosso, però, non c’è stato nulla da fare: l’Olanda ha conquistato il titolo mondiale, ma l’Italia ha portato a casa un argento straordinario, frutto di una prova collettiva di altissimo livello.





