Biniam Girmay debutta con una vittoria alla Volta Valenciana 2026, Pellizzari incanta

La Volta a la Comunitat Valenciana 2026 si apre con un colpo di scena e una conferma. Il colpo di scena è l’abbandono del grande favorito Mads Pedersen, finito a terra e costretto al ritiro. La conferma è invece la classe di Biniam Girmay, che al suo primo giorno in maglia NSN Cycling ha subito centrato la vittoria nella volata di Torreblanca. Ma la tappa ha raccontato anche un’altra storia: quella del giovane italiano Giulio Pellizzari, protagonista di un’azione spettacolare che ha infiammato il finale.

Una tappa nervosa, con un finale per sprinter… almeno sulla carta

I 165 chilometri da Segorbe a Torreblanca presentavano un profilo movimentato, con diversi saliscendi e una sola salita classificata: l’Alto de los Madroños, tre chilometri al 5% con lo scollinamento a circa trenta chilometri dal traguardo. Troppo lontano per i big della generale come Remco Evenepoel e João Almeida, ma abbastanza vicino per mettere in difficoltà i velocisti più pesanti.

La fuga di giornata, composta da Danny van der Tuuk, Diego Pablo Sevilla, Mats Wenzel e Adam Lewis, ha animato la prima parte di corsa. Van der Tuuk è stato il più brillante in salita, conquistando la prima maglia di miglior scalatore, ma il loro tentativo è terminato poco dopo lo scollinamento, quando il ritmo imposto dalla Red Bull–BORA–hansgrohe ha frantumato il gruppo.

Nel caos generato dal forcing, Almeida ha perso le ruote dei migliori, riuscendo però a rientrare più avanti. Non ce l’ha fatta invece Pedersen, caduto e costretto a lasciare la corsa.

Pellizzari accende la corsa: un assolo da applausi

Con il gruppo ridotto e la corsa ancora aperta, è stato Giulio Pellizzari a prendersi la scena. Il giovane talento italiano, già protagonista di lampi importanti nel 2025, ha scelto il momento perfetto per attaccare, scattando dalla prima parte del gruppo e lanciandosi in un’azione solitaria che ha sorpreso tutti.

Il corridore della Red Bull–BORA–hansgrohe ha guadagnato rapidamente terreno, pedalando con fluidità e coraggio. Per diversi chilometri ha alimentato il sogno di un colpo da finisseur, costringendo le squadre dei velocisti a un inseguimento serrato. Pellizzari è stato ripreso solo poco prima del triangolo rosso dell’ultimo chilometro, dopo un tentativo che ha confermato la sua crescita e la sua capacità di leggere la corsa con maturità sempre maggiore.

Una prestazione che, pur senza vittoria, vale come un segnale forte in vista delle prossime tappe.

Volata lunga, Biniam Girmay è già devastante

Con Pellizzari ripreso, la tappa si è decisa allo sprint. La Uno-X Mobility ha provato a impostare il treno per Carl-Frederik Bévort, ma la volata si è accesa quando Ben Turner (INEOS Grenadiers) ha anticipato tutti lanciando un rush lunghissimo.

Alle sue spalle, però, c’era l’uomo sbagliato da lasciare in scia: Biniam Girmay. L’eritreo ha aspettato il momento giusto, è uscito dalla ruota del britannico e ha sprigionato la sua potenza, resistendo al ritorno di Arne Marit e Giovanni Lonardi. Un successo netto, convincente, che conferma la sua capacità di essere decisivo anche dopo un inverno di cambiamenti.

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