Una settimana fa Mathieu van der Poel ha riscritto la storia del ciclocross conquistando l’ottavo titolo mondiale, superando definitivamente il mito di Eric De Vlaeminck e diventando il corridore più titolato di sempre nella disciplina. Un risultato che per molti chiude ogni discussione: è lui il più grande ciclocrossista della storia. Quasi tutti lo pensano. Quasi.
Perché Roger De Vlaeminck, fratello maggiore di Eric e leggenda del ciclismo belga, non è affatto d’accordo. E lo dice senza mezzi termini.
“Nemmeno lontanamente”
Intervistato da Het Nieuwsblad, Roger ha risposto così alla domanda se Van der Poel sia il più grande di sempre: “Un miliardo di volte no. Nemmeno lontanamente.” Il suo ragionamento parte da un punto chiave: la carriera del fratello Eric, interrotta troppo presto.
“Per Eric era finita a ventotto anni, sfinito dalla sua stessa follia. Quanti altri titoli avrebbe potuto vincere? E poi guardate i nomi: Renato Longo, Rolf Wolfshohl, Albert Van Damme, Peter Frischknecht, Eric, io. Eravamo uomini diversi da quelli di oggi.”
Il paragone con i corridori moderni
Roger De Vlaeminck non mette in dubbio il talento di Van der Poel, ma allarga il discorso al ciclismo contemporaneo: “Mathieu è fortissimo, uno dei migliori, tifo davvero per lui. Ma sa fare la cronometro? Sa vincere un grande Giro? Nemmeno io l’ho fatto, è vero, ma almeno ho vinto la Tirreno-Adriatico.”
Una precisazione che non è un dettaglio: la Tirreno-Adriatico Roger l’ha vinta sei volte, record assoluto.
E il suo palmarès parla da solo:
- 22 tappe al Giro d’Italia
- 4 Parigi-Roubaix
- 3 Milano-Sanremo
- 2 Lombardia
- 1 Giro delle Fiandre
- 1 Liegi-Bastogne-Liegi
- 1 Freccia Vallone
Un repertorio che nessun corridore moderno può eguagliare in termini di varietà e continuità.
“Voglio correre contro di loro”
Nonostante l’età e il distacco generazionale, Roger conserva un fuoco competitivo impressionante: “Van der Poel, Evenepoel, Pogacar… sono ottimi corridori. Ma quando li guardo correre non riesco a godermeli. Voglio correre con loro, gareggiare contro quei ragazzi, batterli come a volte ho potuto battere Merckx.”
E poi arriva la frase che riassume tutto il suo spirito: “Merckx era un uomo così forte. Sai quanto mi spaventavo a volte? Faceva male anche solo stargli dietro. Eppure ho vinto 512 gare. 512, giusto? Dovrei elencarle tutte?”
Un dibattito che non finirà mai
Le parole di Roger De Vlaeminck riaprono un confronto che accompagna ogni epoca del ciclismo: come si confrontano campioni di generazioni diverse?






