Tour de Romandie 2026, è allarme: manca uno sponsor principale

Il Tour de Romandie si trova in una situazione delicatissima a poche settimane dalla partenza. A un solo mese dall’inizio dell’edizione 2026, gli organizzatori non sono ancora riusciti a trovare uno sponsor per la maglia gialla, un elemento fondamentale sia dal punto di vista simbolico che economico.

Una situazione sorprendente, soprattutto in un anno in cui la corsa svizzera potrebbe beneficiare della presenza di Tadej Pogačar, uno dei corridori più seguiti e mediaticamente potenti del ciclismo mondiale.

Chassot: “Senza sponsor per la maglia gialla è quasi mission impossible”

Il direttore del Tour de Romandie, Richard Chassot, non ha nascosto la gravità del problema: “Lo sponsor della maglia gialla è una parte molto importante del budget. Per quest’anno tutto ciò che si poteva stampare è già stato stampato: striscioni, archi d’arrivo, tutto. Se qualcuno vuole diventare il main sponsor di questa edizione, è quasi mission impossible.”

Il tempo stringe e la corsa si trova con un buco economico significativo proprio sul simbolo più importante della gara: la maglia del leader.

Un appello pubblico: “Serve qualcuno che voglia salvare il Tour de Romandie”

Chassot ha lanciato un appello diretto, quasi disperato: “Dobbiamo trovare un patron felice di stare sulla nostra maglia gialla, che sia contento della visibilità e che voglia contribuire a salvare il Tour de Romandie. Speriamo di risolvere questo problema molto presto.”

Il messaggio è chiaro: serve uno sponsor disposto a intervenire non solo per visibilità, ma per sostenere concretamente la sopravvivenza della corsa.

Una crisi che arriva nel momento meno opportuno

Il paradosso è evidente: mai come quest’anno il Tour de Romandie avrebbe potuto sfruttare un’attenzione mediatica superiore alla media, grazie alla presenza di Pogačar e a un calendario che lo rende una delle corse a tappe più importanti prima del Giro d’Italia.

Eppure, proprio ora, la corsa rischia di presentarsi al via con una maglia gialla… senza marchio.

Un segnale d’allarme per il ciclismo svizzero

Il caso del Tour de Romandie si inserisce in un contesto più ampio: il ciclismo svizzero sta vivendo un periodo di difficoltà nel reperire sponsor, nonostante un pubblico fedele e un territorio perfetto per le corse.

La speranza è che l’appello di Chassot venga raccolto in tempo.

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