Fiandre 2026, Wout van Aert rifiuta di essere messo al pari dei favoriti: “Pogacar è troppo superiore”

Wout van Aert si presenta al Giro delle Fiandre 2026 con un atteggiamento che non mostrava da tempo: rilassato, lucido, fiducioso. Alla vigilia della “hoogmis” fiamminga, il corridore della Visma–Lease a Bike respinge l’etichetta di membro del cosiddetto “G4”, i “grandi quattro” che dovrebbero contendersi il successo finale, e invita a non sottovalutare Tadej Pogacar, nonostante l’assenza dello sloveno nelle ultime gare dopo la Sanremo.

Un Van Aert disteso: “Geniet van het proces”

La conferenza stampa si apre con un tema delicato: gli insulti ricevuti da Florian Vermeersch dopo la Dwars door Vlaanderen, quando aveva provato a chiudere su Van Aert. Van Aert non si nasconde: “Purtroppo è il mondo in cui viviamo. Dietro uno schermo è facile essere cattivi. A Florian direi solo di non guardare troppo i social.” Un messaggio fermo, pronunciato con sorprendente calma.

Sul proprio stato di forma, Van Aert appare altrettanto sereno: “Mi sento meglio rispetto al mio debutto qui nel 2018. Ho avuto anni in cui ero al via con ottime gambe, e altri in cui non ho potuto nemmeno partire. Ma ora sono soddisfatto: nelle ultime corse ho potuto correre come volevo, in modo aggressivo.”

Il belga ammette di essere cambiato: “Forse sono più rilassato di qualche anno fa. Accetto certe cose con più facilità. Sarà l’esperienza, sarà l’età… ma sì, mi sento più maturo.”

Evenepoel? “Un fattore, ma non parliamo di scenari inutili”

L’esordio di Remco Evenepoel al Fiandre è uno dei temi più discussi della settimana. Wout Van Aert non si sbilancia: “Che influenzerà la corsa è quasi certo. Se sarà un alleato? Dipende da come si svilupperà la gara. Remco corre sempre in modo aperto, e questo mi piace. Ma parlare ora di scenari è inutile: in questa corsa succede sempre l’imprevedibile.”

I “G4”? Van Aert scuote la testa

Quando i giornalisti tirano fuori la definizione “G4” — Pogacar, Van der Poel, Evenepoel e Van Aert — il belga si irrigidisce leggermente. “Non mi ci metto dentro. È un termine un po’ ridicolo. E poi la gente dimentica in fretta: Pogacar alla Strade Bianche e alla Sanremo era di un livello imbarazzante rispetto a tutti. Solo perché non ha corso la settimana scorsa non significa che dobbiamo ignorare quanto fosse superiore.”

Realismo puro: “Mathieu ha un palmarès che parla da solo. Pogacar è straordinario. Io so dove sono e come sto. Parto con fiducia, ma anche con i piedi per terra.”

Verso la domenica di Pasqua

Wout Van Aert arriva al Fiandre dopo settimane complicate, tra cadute e recupero, ma senza ombra di nervosismo. “Siamo rimasti calmi. Sapevamo che c’era tempo per tornare a un buon livello. Forse senza infortuni sarei stato più forte già alla Strade, ma forse proprio quelle corse mi sono servite per fare l’ultimo passo.”

Ultimo Chilometro
Abbonati a Ultimo Chilometro
Sostieni il progetto, accedi ai contenuti premium e vivi il ciclismo con una marcia in più.
Scopri i vantaggi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *