La tempesta mediatica che ha travolto il finale del Tour de France Femmes 2026 trova finalmente la replica della diretta interessata. A distanza di qualche giorno dalla passerella finale di Nizza, Célia Gery ha rilasciato le sue prime dichiarazioni pubbliche riguardo alle pesanti accuse di scorrettezza scagliate contro di lei da Kasia Niewiadoma.
Il caso era scoppiato al termine dell’ottava tappa, quando la capitana della Canyon-SRAM aveva affrontato a muso duro la giovane campionessa francese, compagna di squadra della vincitrice finale Demi Vollering (FDJ United-SUEZ). Niewiadoma aveva accusato la rivale di averla intenzionalmente ostacolata nei chilometri decisivi, arrivando a dichiarare ai microfoni di «aver perso ogni rispetto» per il team FDJ e invocando un maggiore fair play.
Un’ondata di odio e le minacce sui social
Se nell’immediato il team director Lars Boom e la stessa Vollering si erano affrettati a difendere la giovane compagna — rivelando persino l’arrivo di gravi minacce di morte e insulti social indirizzati alla ragazza —, la ciclista francese aveva preferito mantenere un rigoroso silenzio stampa fino al termine della corsa.
Intercettata dai microfoni di DirectVélo a margine della cerimonia di premiazione a Nizza, la portacolori della FDJ ha rotto gli indugi raccontando la sofferenza di quei momenti: «È stato davvero difficile da attraversare e da gestire a livello emotivo, ma ormai è andata così, è parte del gioco», ha confidato la giovane atleta francese.
Il riscatto finale e il trionfo di squadra
A spazzare via le polemiche e la tensione accumulate nelle ultime quarantotto ore ci ha pensato la straordinaria cavalcata solitaria di Demi Vollering nell’ultima frazione di Nizza, che ha sigillato la vittoria della tappa e della classifica generale, mettendo la parola fine a ogni speculazione. «Finire il Tour in questo modo mi fa davvero bene», ha concluso Gery. «Anzi, mi dà ancora più gioia e soddisfazione vedere che Demi ha vinto, soprattutto dopo tutto quello che è successo a margine della corsa. Per me è stata un’esperienza fantastica, coronata dalla vittoria finale della squadra: il contesto e il finale perfetto che tutti sognavamo».










