Addio a Diomede Barchiesi: il ciclista aveva difeso il figlio. Dichiarata la morte cerebrale

Una tragedia immane scuote il mondo del ciclismo e la comunità abruzzese. Non ce l’ha fatta Diomede Barchiesi, il 50enne ciclista e grandissimo appassionato delle due ruote ricoverato all’ospedale di Pescara dopo un’aggressione subita nella notte tra domenica e lunedì a Fossacesia Marina (Chieti). La Asl ha avviato l’iter per la certificazione della morte cerebrale: le lesioni riportate nell’impatto con l’asfalto si sono rivelate fatali.

L’ennesima storia di violenza insensata che strappa alla vita un uomo, un padre e un pedalatore che sulla bicicletta ritrovava la sua più grande passione.

La dinamica: un gesto d’amore finito in tragedia

Diomede Barchiesi, dipendente dello stabilimento Stellantis di Atessa, si trovava a Fossacesia con la moglie a bordo del camper di famiglia. La scelta di sostare lì era dettata dal desiderio di rimanere vicino ai due figli minorenni, usciti per trascorrere la serata in un locale della riviera.

Nel cuore della notte, avvertendo delle urla nel parcheggio e riconoscendo la voce del figlio, Barchiesi è subito accorso per verificare la situazione. Trovatosi di fronte a un diverbio acceso tra ragazzi, il 50enne è intervenuto per difendere i propri figli e sedare gli animi. In quel contesto concitato, un diciottenne (M.M.) avrebbe sferrato un violento pugno alla mandibola dell’uomo, facendolo cadere a terra e provocandogli un trauma cranico devastante nell’impatto con l’asfalto.

A nulla sono valsi i soccorsi e un delicato intervento chirurgico: il quadro clinico è precipitato fino alla diagnosi di morte encefalica. La posizione del giovane indagato, attualmente denunciato d’ufficio per lesioni personali aggravate, è ora destinata ad aggravarsi con il decesso della vittima.

L’abbraccio del mondo del ciclismo a Diomede Barchiesi: da Jovanotti a Valentino Sciotti

Diomede era una figura conosciuta e stimata nell’ambiente ciclistico locale, dove tutti condividevano con lui la fame di chilometri e salite. Negli ultimi giorni il mondo delle due ruote si era stretto attorno a lui e alla sua famiglia.

Solo poche ore fa, Lorenzo Jovanotti gli aveva dedicato un commovente video messaggio sui social: “So che sei un appassionato di bici, amico di miei amici. Ti mando un abbraccio forte e ti aspetto in strada”.

Al messaggio dell’artista si era unito anche Valentino Sciotti, patron di Vini Fantini, che proprio con Jovanotti aveva girato un video di incoraggiamento per Barchiesi. Appresa la tragica notizia, Sciotti ha espresso tutto il suo dolore sui canali social con parole di profonda riflessione : “Purtroppo non tutte le gare possono essere vinte e questa è stata persa, non solo da Diomede. Tutti noi abbiamo perso oggi: la nostra società si è dimostrata inidonea ad educare i giovani, hanno fallito i genitori, ha fallito la scuola, ma tutti oggi dobbiamo sentirci in colpa per ciò che è accaduto. Non c’è un solo colpevole, tutti siamo colpevoli ma dobbiamo fare in modo che il sacrificio di Diomede non sia stato vano. Niente vendette, solo voglia di rendere la nostra società migliore. Ogni insegnante o genitore dovrà sentire il dovere di spiegare all’infinito, ai propri figli o nipoti, il senso dell’aver ragione. Si ha ragione, e la parola ce lo dice, solo ragionando, perché la ragione non si può conquistare con la forza, quella è arroganza ed io non conosco nessun arrogante apprezzato dalla società. Dobbiamo volere una società dove le mani si usano solo per stringere altre mani. Ripetiamo all’infinito questi concetti ai nostri giovani e vedrete che il sacrificio di Diomede, il dolore di chi lo ha amato, sarà servito a qualcosa.”

Particolarmente toccante anche il ricordo lasciato dai compagni di squadra del gruppo ciclistico Ironbikers 2.0: “Ci abbiamo sperato fino alla fine ma questa salita è stata troppo difficile anche per te. Adesso continua a pedalare lassù tra gli angeli. Ciao Diomede Barchiesi.”

Tutta la redazione di Ultimochilometro.it si stringe attorno alla famiglia Barchiesi in questo momento di incommensurabile dolore. Vola in alto, Diomede.

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