Giornata da ricordare per Bryan Coquard e la Cofidis nell’ottava tappa della Vuelta a España. Sul traguardo di Xeraco, al termine di una frazione segnata da diverse cadute, su tutte quella che ha visto l’abbandono della maglia rossa di Tadej Pogacar. Il velocista francese è riuscito a trovare lo spazio giusto nello sprint conclusivo e a precedere di misura Mads Pedersen, conquistando così la sua prima vittoria di tappa in carriera in un Grande Giro alla soglia dei 34 anni e al tredicesimo grande giro in carriera. Un successo importante anche per la formazione francese, arrivato dopo il lavoro svolto dai compagni nelle fasi finali della corsa, in particolar modo dall’ultimo uomo di fiducia Alexis Renard, che non potendo contare su un treno vero e proprio ha dovuto posizionare Coquard sulle ruote dei velocisti più quotati.
Il duo transalpino ha quindi raccontato la volata e il modo in cui la Cofidis ha ottenuto una vittoria di peso, anche per la lotta agli inviti UCI per la prossima stagione. Ecco quindi di seguito le dichiarazioni complete.
“Dietro a questa vittoria c’è tanto tanto lavoro, ho concluso molte volte secondo in tappe di grandi giri, ora ho 34 anni e sono molto orgoglioso e felice. In squadra non abbiamo tanti uomini per lanciare lo sprint, ma mi è bastato Alexis Renard, l’ho seguito e a 500 metri dal traguardo ho scelto la ruota di Jordi Meeus, sapendo che su questi arrivi è sempre ben piazzato. Stamattina c’era anche un po’ di pressione, nei primi due sprint di questa Vuelta non ho ottenuto buoni risultati, ma sapevo che la gamba c’era, ed infatti oggi ho dimostrato che so essere ancora molto veloce.”
Alexis Renard: “Vittoria emozionante che dà fiducia”
“Molte emozioni, è sempre bello vincere con Bryan Coquard, siamo una coppia già rodata ed è sempre un piacere lavorare per lui in questi finali. Sono riuscito a posizionarlo bene, non ho seguito altre squadre in particolare, ma l’unico obiettivo era lasciarlo in ottima posizione per gli ultimi 500 metri. Adesso abbiamo molta fiducia in più, e non vedo già l’ora che arrivi la prossima occasione per i velocisti”.
A cura di Edoardo Zanetti










