Cosa fare in caso di incidente in bici? We Love Your Bike ci aiuta

We Love Your Bike

Quando si pedala su strada è fondamentale tutelarsi. Gli incidenti sono, purtroppo, all’ordine del giorno: sono numerosi i casi di ciclisti che vengono investiti mentre si stanno allenando, o mentre stanno utilizzando il mezzo a due ruote semplicemente per degli spostamenti. We Love Your Bike offre il servizio di assistenza legale ai ciclisti: in un periodo dove è diventato sempre più complicato pedalare in sicurezza, è giusto avere una garanzia di risarcimento in caso di incidente. Per parlare delle coperture che è possibile sottoscrivere attraverso We Love Your Bike, abbiamo incontrato l’amministratore unico Renato Sabbini.

In cosa consiste il servizio di assistenza legale per i ciclisti?

“E’ un servizio che funziona così come avviene per i mezzi motorizzati. In caso di danni materiali si può intervenire direttamente sulla bici, nel caso di danni fisici ovviamente sulla persona. Sappiamo tutti che per i mezzi motorizzati, in caso di incidente, vi è la possibilità di compilare la constatazione amichevole. Ma è possibile farlo anche quando si è in bici, qualora si fosse urtati da un mezzo a motore: si può inserire il modello di bicicletta e specificare che il mezzo non è assicurato. Sarà poi la controparte a risarcire il danno. Per quanto riguarda il danno materiale, voglio sottolineare, dato che sono ciclista anche io, che è possibile rivolgersi al proprio negoziante di fiducia, che provvederà ad effettuare la riparazione senza dover anticipare alcuna spesa. Saremo noi di We Love Your Bike che andremo a stipulare personalmente l’accordo con il negoziante che offre l’assistenza meccanica”.

Cosa è necessario fare in caso si rimanga coinvolti in un incidente mentre stiamo pedalando?

“E’ mia premura evidenziare che la prima consulenza è fondamentale, in quanto possiamo fotografare lo scenario del sinistro e dare le indicazioni per gestire al meglio l’evento. Per questo motivo abbiamo un numero verde, l’800 684 819, a disposizione 24 ore su 24. Subito dopo l’incidente è necessario accertarsi delle proprie condizioni di salute. In seguito dobbiamo fare delle foto che possano far avere una panoramica del luogo del sinistro, prendere il numero di targa del mezzo che ci ha urtato e chiedere di non spostare il veicolo. In seguito, è necessario chiamare poi le forze dell’ordine e nell’attesa potete chiamare noi di We Love Your Bike al numero verde, senza impegno: la chiamata non è vincolante ai fini della pratica, ma è necessaria per fare una dichiarazione corretta alle forze dell’ordine per spiegare nel modo corretto la dinamica dell’incidente. A volte rischiamo di prendere un concorso di colpa per una parola sbagliata nella dichiarazione, quindi è molto importante essere guidati in questa fase per avere il giusto risarcimento. Immaginiamo la situazione: stavamo andando in bici, magari stavamo anche facendo fatica, veniamo colpiti e in quel momento è normale essere confusi, anche perchè in seguito all’impatto potremmo avere una frattura o qualcosa di più grave. Per questo motivo è necessario avere un aiuto, e noi siamo sempre disponibili al numero verde. Pensiamo a noi alla procedura, voi dovete pensare solo a curarvi”. 

In fondo, diciamo la verità: ci sono dei ciclisti che guardano prima come sta la bicicletta e dopo pensano alla loro salute…

“E’ capitato anche a me. Come dicevo, sono un ciclista anche io e capisco la situazione. Quando sono stato urtavo mentre pedalavo sulla mia Cervelo S5 sono andato prima a vedere in che condizioni era la mia bici. We Love Your Bike offre un servizio di tutela a 360 gradi sempre disponibile. Una raccomandazione molto importante, subito dopo un incidente, è quello di chiedere di non spostare il veicolo che ci ha tamponato: le forze dell’ordine possono capire meglio la dinamica dell’incidente se tutto resta invariato rispetto al momento dell’impatto”. 

In questi giorni si sta parlando molto della morte di Gino Mader al Giro di Svizzera. Lui era un corridore professionista, ma quando avvengono questi episodi tragici spesso si pensa “potrebbe succedere a me”. Cosa può fare un ciclista appassionato per tutelarsi?

“Il problema della morte può essere tutelato dal punto di vista economico. In questo caso bisogna fare un’analisi molto approfondita sotto vari punti di vista. Oltre alla morte di Mader, c’è stato un altro episodio, pochi mesi fa, che ha coinvolto l’opinione pubblica. Un bambino che pedalava in bici in un parco a Milano ha urtato una signora anziana che è morta pochi giorni dopo: gli eredi hanno fatto la richiesta di risarcimento danni al papà, perchè esercita la patria potestà sul minore, e la somma richiesta è stata davvero molto alta. Sarebbe bastato fare una polizza di responsabilità civile per la famiglia, che avrebbe potuto salvaguardare il patrimonio personale. Purtroppo in Italia c’è ancora poca cultura dal punto di vista assicurativo: la polizza del capofamiglia costa molto poco e offre molte coperture importanti. Questo per dire che per andare in bici ci mettiamo il cuore, ma serve anche la testa: abbiamo una casa, una famiglia e un lavoro. Qualora io cadessi da solo mentre pedalo in bici, magari per una distrazione, con una polizza infortuni riuscirei a far pronte al problema economico, perchè mi permetterebbe di incassare dei soldi nonostante io non possa lavorare. E’ una misura molto importante, soprattutto per i liberi professionisti”. 

In caso di danni alla persona, molti ciclisti hanno a che fare con il reparto di ortopedia, visto che braccia, gambe e spalle sono parti del corpo decisamente soggette a urti. In questo, come interviene We Love Your Bike?

“Sarà mia cura fare una sorpresa a tutti i lettori di ultimochilometro.it e nei prossimi giorni avremo la possibilità di parlare con un medico chirurgo di uno dei più famosi ospedali al mondo”.

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