Giro d’Italia, protesta della Valle d’Aosta dopo il mancato passaggio

Valle d'Aosta

In seguito al mancato passaggio del Giro d’Italia in Valle d’Aosta, è stata inviata una lettera di protesta dall’amministrazione comunale. “Abbiamo inviato una lettera formale di protesta a Rcs e al Direttore del Giro, Mauro Vegni, per manifestare il forte disappunto della nostra amministrazione, la mortificazione subita dai nostri amministratori locali, dai volontari e dalla popolazione nonché i disagi causati sul territorio e alla viabilità e per chieder un giusto e doveroso risarcimento sportivo nei confronti della nostra comunità”.

Lo ha detto l’assessore allo sport e turismo della Valle d’Aosta, Giulio Grosjacques, dopo la decisione di cancellare il passaggio del Giro d’Italia nella regione alpina, durante la 13/a tappa, a causa del maltempo.

 “Il Giro d’Italia è organizzato direttamente da Rcs Sport – ha aggiunto, intervenendo in Consiglio regionale – e non dai territori coinvolti: le scelte incomprensibili adottate in questa occasione ne sono la diretta conferma. La 13/a tappa avrebbe dovuto interessare la Valle d’Aosta unicamente come passaggio e non è stato stabilito nessun tipo di accordo. Tuttavia, l’Amministrazione si è adoperata per costituire un tavolo di lavoro con i soggetti interessati per coordinare gli interventi organizzativi, lo sgombero della neve, gli addobbi per accogliere i corridori”. 

La notizia fa riferimento alla tappa di Crans Montana, con l’annullamento definitivo del passaggio sul Gran San Bernardo. I corridori non sarebbero arrivati in cima, ma sarebbero arrivati in Svizzera attraverso il tunnel. Le forti pressioni portate avanti dal sindacato dei corridori hanno fatto sì che quella frazione venisse ridotta a soli 74 km.

Nella foto Einer Rubio, vincitore della frazione di Crans Montana.

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