Jumbo-Soudal, salta la fusione: Evenepoel verso la Ineos

La fusione tra la Jumbo-Visma e la Soudal Quick-Step, che aveva lasciato molti dubbi espressi sul nostro sito web pochi giorni fa, non si farà più. Secondo le ultime indiscrezioni che erano trapelate nell’ambiente, quella di lunedì sarebbe stata una giornata importante per stabilire il futuro di questa unione di intenti, ma alla fine Sporza è riuscita a carpire che questa fusione non si farà e che l’attuale Soudal Quick-Step proseguirà con l’attuale management almeno fino al 2025.

La buona notizia è che moltissimi posti di lavoro sono salvi: soprattutto all’interno dei due staff delle squadre, dovendo unire tutto in un unico team, si sarebbe persa della forza lavoro. Dall’altra parte, però, è anche vero che l’indiscrezione della fusione faceva un po’ acqua da tutte le parti: il tempo per un’operazione simile era davvero poco, e poi non si riesce davvero a capire che bisogno c’era, per la Jumbo-Visma, che quest’anno ha vinto i tre grandi giri, andare ad unirsi con un altro team invece di cercare nuovi sponsor. Tra l’altro, uno entrerà sicuramente, ed è Amazon.

Per quanto riguarda la Soudal Quick-Step, invece, sembra ormai sempre più scontato che Remco Evenepoel possa andare verso la Ineos-Grenadiers. Secondo le indiscrezioni, infatti, la formazione di Patrick Lefevre non avrà un aumento di budget per la prossima stagione, quindi il corridore belga non avrà la possibilità di vedere la propria squadra migliorare ulteriormente con uomini da corse a tappe che possano pedalare al suo fianco.

Si apre, ancora di più e in modo ancora più forte, lo scenario che poterebbe Evenepoel a pedalare con la Ineos-Grenadiers: la formazione britannica è ancora ferma per quanto riguarda il ciclomercato in entrata, e potrebbe essere Evenepoel l’ingaggio importante che potrebbe far smuovere le acque. Il fatto che non ci siano rinforzi in squadra in vista delle grandi corse a tappe, potrebbe essere la chiave per convincere Remco ad abbandonare la corte di Patrick Lefevre e sposare la causa britannica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *