Van Aert, il Giro d’Italia e lo sterrato della discordia

Wout Van Aert potrebbe davvero prendere parte al Giro d’Italia 2024? La notizia è rimbalzata dal Belgio già qualche giorno fa, come abbiamo avuto modo di scrivere sul nostro sito web, ma in questi ultimi giorni sembra essere più di una suggestione, visto che la Gazzetta dello Sport dà quasi per certa la presenza del corridore della Jumbo-Visma al via della corsa rosa.

Secondo il quotidiano, i vertici della squadra olandese spiegano che “Van Aert potrebbe ottenere un piazzamento nei primi cinque della classifica generale”. Dal canto suo, il belga spiega: “Amo l’Italia, mi piacerebbe correre ma non è una decisione solo mia”.

Van Aert ha quindi espresso il proprio sì al Giro, ma manca l’ok da parte della squadra. La quale, in teoria, potrebbe mettersi contro questa scelta: qualora Van Aert venga a correre in Italia, infatti, sarebbe scontata la sua assenza al Tour de France. Il problema è che il prossimo anno, alla Grande Boucle, ci sarà una tappa con lo sterrato, un’insidia molto importante per le ambizioni di Jonas Vingegaard in classifica generale.

Il corridore belga è uno specialista del fuori strada, visto che la sua carriera nasce nel ciclocross e ogni anno pratica regolarmente questa specialità. Un corridore come lui potrebbe essere comodo al fianco di Vingegaard nella tappa dello sterrato, un po’ come avvenuto al Tour 2022, quando Van Aert ha sacrificato le proprie ambizioni nella tappa del pavè per rimanere vicino al proprio capitano.

Come si fa quindi a fare a meno di un corridore come Van Aert in una tappa che presenta lo sterrato? Questo è il grande nodo da sciogliere. E’ anche vero che, all’interno della Jumbo-Visma, non mancano gli specialisti dello sterrato, a cominciare da Tiesj Benoot, corridore che in carriera ha vinto una Strade Bianche, e come Dylan Van Baarle, vincitore di una Parigi-Roubaix e quindi abituato a pedalare sul suolo sconnesso. La scelta è ora in mano ai vertici della Jumbo-Visma.

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