La vittoria di Jonathan Milan manda in Paradiso il ciclismo italiano. Il corridore friulano ha mandato in soffitta un tabù: l’Italia non riusciva più a vincere al Tour de France da troppi anni, dal 2019. quest’anno, grazie a lui non solo è tornata a vincere, ma ha fatto anche il bis. E domenica potrebbe arrivare la consacrazione con la maglia verde, 15 anni dopo l’impresa di Alessandro Petacchi.
E’ inutile nascondere che quest’anno, al Tour de France, come italiani, ci eravamo venuti con tutte le buone intenzioni del caso. A trainarci dovevano pensarci Jonathan Milan e Filippo Ganna: la sua assenza, purtroppo, ha pesato non poco sul rendimento generale di tutta la spedizione azzurra, anche perchè, tra gli 11 azzurri al via, ce ne sono alcuni relegati al ruolo di gregario, come Edoardo Affini, che deve pedalare il più possibilmente vicino a Jonas Vingegaard. Filippo ha dovuto abbandonare il Tour durante la prima tappa: davvero troppo presto, una sfortuna clamorosa.
Bisogna ringraziare Jonathan Milan, perchè senza fare troppi proclami, senza uscire mai troppo fuori dagli scemi, è riuscito in un’impresa importante: ottenere due trionfi di tappa alla Grande Boucle. L’obiettivo primario ora sarà quello di difendere la maglia verde, strizzando l’occhio alla tappa di Parigi. Laddove Jonathan fosse ancora in grande forma, potrebbe controllare con la squadra sulla salita di Montmartre e cercare uno storico tris al Tour.
Tempo al tempo, però. Bisogna prima superare le Alpi. Godiamoci quindi questo trionfo azzurro, con la speranza che, nei prossimi anni, anche Filippo Ganna possa alzare le braccia al cielo alla Grande Boucle.






