Simon Yates: “Sono innamorato del Giro d’Italia, voglio tornare”

L’aria di Roma, città eterna e palcoscenico dell’apoteosi ciclistica, ha un sapore indimenticabile per Simon Yates. Il vincitore del Giro d’Italia 2025 è tornato nella Capitale per la presentazione ufficiale del Giro d’Italia 2026 e, intercettato dai nostri microfoni, ha condiviso le profonde emozioni e l’ancora palpabile incredulità per il trionfo appena conquistato.

Il sogno della Maglia Rosa: un’emozione che non svanisce

Nonostante siano trascorsi mesi dal suo successo, Yates ha confessato di non aver ancora pienamente metabolizzato la vittoria più importante della sua carriera. Il ritorno a Roma, dove ha tagliato il traguardo in Maglia Rosa, ha riacceso la magia.

“Sì, voglio dire, è ancora davvero incredibile,” ha dichiarato Yates con un sorriso. Ha persino ammesso di essersi emozionato durante il tragitto in auto: “Quando ho preso il taxi per arrivare qui, indicavo ancora il punto in cui era stata corsa la tappa finale, dove c’era il podio“. L’emozione è legata alla realizzazione di un obiettivo inseguito per anni. La domanda sul fatto che fosse un sogno che si avverava ha ricevuto una risposta netta: “Sì, penso proprio di sì. È una corsa di cui mi sono davvero innamorato,” ha spiegato, sottolineando il profondo legame con la Corsa Rosa.

Un momento, in particolare, resta impresso nella sua memoria: la decisiva tappa 20. Yates rivela che l’idea di attaccare era un piano audace, quasi un tentativo disperato che si è trasformato in realtà: “Quest’anno, ho avuto l’idea di provare qualcosa nella tappa 20, sul Colle delle Finestre, là dove nel 2018 ho perso la Maglia Rosa, e per il fatto che sia successo davvero, è ancora davvero incredibile“.

Simon Yates, la stagione 2026: l’ipotesi ritorno

Per quanto riguarda i piani futuri, Yates ha confermato che la squadra, il Team Visma-Lease a Bike, è nel pieno della definizione del programma agonistico per la prossima stagione. “Beh, in realtà stiamo ancora discutendo il programma per il prossimo anno,” ha affermato, riferendosi alle recenti riunioni con il team. La scorsa settimana, il team era ad Amsterdam per i “team days”, dove si sono svolte discussioni sui programmi e su ciò che i vari corridori vogliono fare.

“C’è ancora molta discussione che avviene dietro le quinte,” ha aggiunto Yates, indicando che la decisione finale non è imminente. “Quindi non conosco ancora il programma effettivo“. Nonostante le incertezze, il desiderio di tornare al Giro è forte, alimentato dall’affetto per la corsa: “Mi piacerebbe tornare qui; è una corsa di cui mi sono innamorato, quindi vedremo”.

Analisi del percorso 2026: equilibrio tra montagna e crono

Simon Yates ha offerto, ai nostri microfoni, una prima analisi del percorso del Giro d’Italia 2026, descrivendolo come equilibrato e adatto a diversi specialisti. “Penso che sia una corsa molto equilibrata,” ha commentato il vincitore. Ha subito individuato i punti chiave che potrebbero fare la differenza nella Classifica Generale: il Blockhaus nelle prime fasi della corsa è “in grado di fare una reale differenza”. Anche la cronometro individuale da 40 chilometri sarà cruciale: “può fare una reale differenza”.

Yates si è soffermato in particolare sulla cronometro e sull’ipotetico scenario della tappa lungo la costa, dove le condizioni atmosferiche potrebbero complicare le cose, soprattutto per un corridore come lui: “Non penso sia difficile la lunghezza della cronometro, ma siamo in riva al mare e il vento potrebbe complicare le cose”.

Per un corridore con le sue caratteristiche fisiche, una tappa del genere non sarebbe l’ideale: “Per qualcuno della mia corporatura non è perfetta“. Conclude con una nota di cautela e attesa: “Può essere difficile, può creare dei gap: vedremo cosa succede“.

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