Venezuela, la Vuelta al Táchira si correrà regolarmente

Nonostante le fortissime tensioni internazionali e il recente intervento degli Stati Uniti in Venezuela, la Vuelta al Táchira en Bicicleta si disputerà regolarmente. La corsa a tappe, classificata UCI 2.2, rappresenta la prima gara su strada del calendario UCI 2026 e scatterà come previsto venerdì 9 gennaio, per concludersi il 18 gennaio dopo dieci tappe.

A confermarlo è stata direttamente l’organizzazione della corsa, che attraverso i propri canali ufficiali ha annunciato lo svolgimento regolare della 61ª edizione, anticipando anche una prossima conferenza stampa nella quale verranno illustrati tutti i dettagli logistici e di sicurezza dell’evento.

Venezuela, un contesto politico delicatissimo

La conferma arriva in un momento estremamente complesso per il Paese sudamericano. Nelle ultime ore il mondo è stato scosso dalla cattura di Nicolás Maduro e di sua moglie.

Le relazioni tra Washington e Caracas erano già fortemente deteriorate da mesi. Il presidente statunitense Donald Trump accusa Maduro di guidare un vasto cartello del narcotraffico, ritenuto responsabile di centinaia di migliaia di morti per droga negli Stati Uniti. L’Unione Europea ha invitato tutte le parti alla moderazione, chiedendo di evitare ulteriori escalation e di favorire una soluzione pacifica della crisi.

In questo scenario, la scelta di confermare la Vuelta al Táchira assume anche un valore simbolico: quello di mantenere viva una delle manifestazioni sportive più importanti del continente americano.

Una corsa simbolo dell’America Tour

Pur vedendo raramente la partecipazione di squadre europee, la Vuelta al Táchira è considerata una delle competizioni più prestigiose dell’UCI America Tour. La gara si sviluppa interamente nello Stato di Táchira, nel Venezuela occidentale, una regione montuosa che confina con la Colombia e che da sempre offre percorsi selettivi e spettacolari.

Il programma prevede dieci tappe, con distanze impegnative fin dalle prime giornate: si parte con una frazione di oltre 214 chilometri da San Cristóbal a Socopó, seguita il giorno successivo dal percorso inverso. Il tracciato alterna tappe di montagna, circuiti cittadini e arrivi in salita, come quello di Cerro El Cristo, tradizionalmente decisivo per la classifica generale.

Partecipazione e nomi illustri nell’albo d’oro

La start list provvisoria è composta prevalentemente da club team locali, affiancati da un Continental team boliviano e dalla formazione colombiana GW Erco Shimano, una delle squadre più strutturate al via.

L’albo d’oro della corsa racconta una storia importante del ciclismo sudamericano e non solo: tra i vincitori figurano nomi come Viatcheslav EkimovLeonardo Sierra, il leggendario scalatore venezuelano José Rujano, capace di imporsi per quattro volte, e più recentemente Jonathan Caicedo, vincitore nel 2024.

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