Un nuovo caso di presunta violazione delle norme antidoping scuote il ciclismo amatoriale internazionale. L’Unione Ciclistica Internazionale (UCI) ha annunciato martedì la sospensione provvisoria di Matthew Clark, ciclista statunitense di 41 anni, accusato di aver fatto uso di steroidi anabolizzanti androgeni, sostanze vietate dal regolamento mondiale antidoping.
Clark, protagonista di una stagione 2025 di altissimo livello, è campione del mondo UCI Gran Fondo a cronometro nella categoria maschile 40-44 anni e campione nazionale USA Cycling Masters su strada. Secondo quanto comunicato dall’UCI, il vincitore del mondiale dei cicloamatori avrebbe violato gli articoli 2.1 (presenza di una sostanza proibita) e 2.2 (uso di una sostanza proibita) del Codice dell’Agenzia Mondiale Antidoping (WADA).
Il test nel giorno del titolo mondiale
L’aspetto più delicato della vicenda riguarda la data dell’infrazione contestata: 16 ottobre 2025, lo stesso giorno in cui Clark ha conquistato il titolo mondiale a cronometro ai Campionati UCI Gran Fondo disputati in Australia. La natura esatta delle sostanze rilevate non è stata resa pubblica dall’UCI.
In attesa della decisione definitiva da parte di un tribunale antidoping, Clark è stato sospeso in via cautelare e non potrà prendere parte ad alcuna attività sportiva, né agonistica né organizzativa.
La posizione del team USA Kanberra
Poche ore prima dell’annuncio ufficiale dell’UCI, Matthew Clark aveva ricevuto una proposta per entrare nel team USA Kanberra p/b Five & 20 Cycling nella stagione 2026. La squadra ha chiarito la propria posizione con una nota ufficiale, prendendo le distanze dall’atleta: “Nel 2025 Matt Clark ha partecipato come guest racer a una sola gara con il nostro team, la 2 Days of Buffalo Stage Race. Non ha mai rappresentato la nostra squadra ai Campionati Masters USA Cycling né ai Mondiali UCI Gran Fondo. Avevamo esteso un invito per il 2026, ma il 13 gennaio 2026 Matt ci ha informati della sua sospensione. Il nostro team sostiene la decisione dell’UCI e applica una politica di tolleranza zero sul doping”.
Rischio squalifica e revoca del titolo
Se le accuse dovessero essere confermate, Clark rischierebbe una squalifica pluriennale o a vita, la revoca del titolo mondiale e l’obbligo di restituire la maglia iridata conquistata in Australia.
L’UCI ha comunque ricordato che gli atleti sospesi provvisoriamente sono da considerarsi innocenti fino a sentenza definitiva, e avranno la possibilità di presentare la propria difesa davanti agli organi competenti.






