Si avvicina il capolinea per la straordinaria carriera di Nairo Quintana, ma il finale non sarà quello sognato dal campione colombiano. Il trentaseicenne boyacense è stato infatti escluso dalla selezione definitiva del Movistar Team per La Vuelta a España 2026, corsa che scatta il 22 agosto e che il corridore sperava rappresentasse la sua ultima grande vetrina in una corsa di tre settimane.
A dieci anni dal suo trionfo a Madrid nel 2016, Quintana puntava a chiudere il cerchio proprio sulle strade spagnole. La direzione tecnica della squadra ha tuttavia optato per una formazione diversa per esigenze tattiche e di punteggio, lasciando a casa il veterano colombiano.
Le parole di Quintana: “Rispetto la decisione, nessun rancore”
Intervenuto ai microfoni di El VBar de AS Colombia, Quintana ha commentato l’esclusione con grande maturità e compostezza: “Secondo la direzione tecnica sono stati scelti gli uomini adatti per La Vuelta e io sono rimasto fuori. 10 anni fa ho vinto questa corsa e mi sarebbe piaciuto salutare tutti proprio lì, ma bisogna guardare avanti. Non posso che essere grato a Eusebio Unzué e al Movistar Team per la storia meravigliosa che abbiamo scritto insieme. Continuo ad allenarmi per gli ultimi obiettivi del 2026, il mio ultimo anno da professionista.”
Quintana ha confermato di essersi preparato scrupolosamente in Europa con i compagni e di stare bene fisicamente, ma ha accettato la scelta strategica del team legata alle caratteristiche del percorso e alla caccia ai punti UCI.
Finale di stagione e passerella d’addio
Con La Vuelta fuori dai giochi, il palcoscenico per l’addio definitivo al ciclismo pedalato è già fissato: Nairo Quintana chiuderà la carriera al Campionato Mondiale su strada a Montréal, dove vestirà per l’ultima volta la maglia della nazionale colombiana.
Successivamente, ad ottobre, il corridore festeggerà la sua gloriosa carriera insieme ai tifosi durante la sua Gran Fondo a Cartagena, evento a cui parteciperanno ex rivali e icone del ciclismo mondiale come Alberto Contador, Joaquim “Purito” Rodríguez e Samuel Sánchez.










