Tadej Pogačar è stato costretto a mostrare sui social i duri segni del terribile incidente subito durante la Vuelta a España 2026, quando è finito a terra a 58 km/h a causa di un ostacolo sulla carreggiata a Simat de la Valldigna. Se il casco gli ha letteralmente salvato la vita assorbendo l’impatto, il quadro clinico del campione del mondo resta comunque complesso: commozione cerebrale, una frattura scomposta alla clavicola (per cui sarà operato a Barcellona dal dottor Xavier Mir) e una lesione alla settima vertebra cervicale.
L’allarme del dottor Baudi: l’idoneità è a rischio
Sulle colonne de La Repubblica, il dottor Paolo Baudi — specialista in chirurgia della spalla e responsabile della Shoulder Clinic di Modena — ha spiegato la reale gravità della situazione e i rischi enormi legati a un eventuale rientro bruciando le tappe: «Fino a completa guarigione sarebbe molto pericoloso per lui tornare in bici: in caso di nuova caduta rischierebbe molto, persino la paralisi. Potrebbe non ricevere l’idoneità finché non sarà totalmente guarito.»
Addio agli obiettivi di fine stagione?
Nonostante l’entourage dello sloveno mantenga ancora una minima speranza di poter schierare il capitano agli Europei e a Il Lombardia, le valutazioni mediche lasciano pochissimo spazio alle interpretazioni. La priorità assoluta diventerà la completa stabilizzazione della colonna vertebrale, congelando di fatto qualsiasi piano di rientro agonistico nel breve periodo.






