Un Campionato del Mondo MTB Marathon indimenticabile e destinato a fare epoca per la disciplina. Nella splendida e severa cornice della Valle di Primiero, sotto l’imponente sagoma delle Pale di San Martino, il tedesco Andreas Seewald ha conquistato la maglia iridata 2026 con un’azione solitaria di rara potenza, completando i 97 chilometri e 4.000 metri di dislivello del tracciato trentino.
Ma la festa è anche e soprattutto azzurra: l’Italia è stata l’assoluta protagonista dell’inseguimento al fuoriclasse germanico. Con una splendida e spettacolare parata nel finale, Gioele De Cosmo e Jakob Dorigoni hanno tagliato insieme il traguardo conquistando rispettivamente la medaglia d’argento e quella di bronzo, dopo aver piegato la resistenza degli avversari sull’ultima terribile salita della giornata.
La cronaca: la stoccata di Seewald a Forcella Calaita
La gara è rimasta tatticamente chiusa fino alle battute iniziali verso Malga Ces, ma è sulla durissima ascesa di Forcella Calaita che Seewald ha piazzato la stoccata decisiva. Il tedesco ha impresso un ritmo insostenibile sia in salita che nelle picchiate tecniche verso valle, scavando un solco incolmabile fin prima della metà gara.
Dietro di lui, l’Italia ha fatto squadra e voce grossa: Diego Rosa, Jakob Dorigoni e Gioele De Cosmo hanno guidato la rincorsa con una gestione di gara magistrale. Sull’ascesa conclusiva, la coppia della nazionale italiana ha sferrato il contropiede decisivo, staccando il resto degli inseguitori e presentandosi sul rettilineo d’arrivo di Fiera di Primiero a braccia alzate per celebrare un doppio podio storico.
La rivoluzione tecnologica: il trionfo delle ruote da 32″ e i nuovi scenari per la MTB
Al di là del dato agonistico, il successo di Andreas Seewald segna una vera e propria pietra miliare nella storia tecnica della mountain bike: il tedesco ha conquistato il titolo iridato gareggiando su una KTM equipaggiata con ruote dal diametro di 32 pollici.
Dopo la storica transizione dalle 26″ alle 29″ avvenuta negli ultimi quindici anni, l’affermazione di una 32″ in un evento di massima caratura mondiale come un Campionato del Mondo Marathon apre scenari commerciali e tecnici del tutto inediti:
- Efficienza sulle lunghe distanze (Marathon): Sebbene le ruote di diametro maggiore paghino inevitabilmente qualcosa nei rilanci stretti da fermo, nelle competizioni Endurance da quasi 100 chilometri consentono di mantenere velocità di crociera più elevate con un minor dispendio energetico nel superamento continuo delle micro-asperità del terreno.
- Il guanto di sfida ai produttori: La vittoria iridata sdogana definitivamente la tecnologia dei 32 pollici oltre la fase sperimentale o dei prototipi da salone. È lecito attendersi che nei prossimi mesi i principali marchi di componentistica (pneumatici, cerchi, forcelle dedicati) e i costruttori di telai accelerino lo sviluppo di geometrie specifiche per accogliere questo nuovo standard, quantomeno nel segmento Marathon e Ultra-Distance.
Un’innovazione tecnica destinata a far discutere appassionati e addetti ai lavori, ma che da oggi vanta il sigillo di garanzia più prestigioso in assoluto: l’oro mondiale conquistato tra le Dolomiti di Primiero.









