Dopo il traguardo, Simon Clarke scoppia in lacrime. Il pianto di chi non sa come cercare consolazione. Tutta la giornata in fuga, senza risparmiare energie, dandosi cambi regolati con i propri compagni, soprattutto con Alessandro De Marchi, che fino alla fine ha provato a giocarsi il successo di tappa. E invece nulla: il gruppo arriva a velocità folle, e non c’è niente da fare. Anche oggi la vittoria è sfumata.

Clarke lacrime

Spesso si dice che il ciclismo sia uno sport di perdenti. Al via delle corse ci sono circa 180 corridori, ma vince solo uno di loro. Gli altri sono tutti sconfitti. Perdere così, però, fa davvero male. “Pensi ai sacrifici, a tutte le ore di allenamento, alla fuga centrata con l’obiettivo di vincere e poi tutto sfuma così”. Parafrasando una celebre canzone, verrebbe da dire che è la dura legge del ciclismo.

La tappa di Napoli era molto adatta alle fughe, e due corridori di grande esperienza come Simon Clarke e Alessandro De Marchi lo sapevano molto bene. Ecco perchè si sono lanciati all’attacco: in fondo, le loro vittorie non sono mai arrivate in contesti banali. Ma il ciclismo, come dicevamo prima, è uno sport crudele. Premia solo un corridore, ed oggi è stato premiato Mads Pedersen. Tanti sforzi per un obiettivo che poi sfuma. E Clarke piange lacrime amare. Però bisogna trovare la forza di risalire in sella e rimettersi ancora in gioco, perchè domani c’è un arrivo in salita. Il Giro d’Italia non finisce qui, e siamo sicuri che questi due ragazzi, dopo le emozioni di oggi, avranno tanti tifosi pronti ad applaudirli ancora a bordo strada.

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