Appare ormai evidente come la FCI, Federazione Ciclistica Italiana, e la Lega Ciclismo Professionistico siano ormai ai ferri corti dopo la vittoria di Filippo Conca al campionato italiano di ciclismo su strada. Tutto nasce da un’intervista realizzata da Claudio Ghisalberti su Malpensa24, nella quale Cordiano Dagnoni ha sostanzialmente “scaricato” alla Lega Ciclismo Professionistico alcune domande tecniche che sono rimbalzate nell’ambiente negli ultimi giorni, in particolare: Filippo Conca, pur non avendo punti accumulati quest’anno, avrebbe potuto comunque gareggiare all’italiano?
Come lo stesso Ghisalberti ha fatto notare, citando il regolamento: “Gli atleti Elite s.c. che hanno ottenuto nel corso della stagione almeno 5 punti Fci/Uci in gare su strada entro il 16 giugno 2025 e che risultano iscritti al ranking federale dal 31 gennaio 2025, possono partecipare al Campionato Italiano Professionisti”. Conca, il vincitore, secondo il sito Uci, ha 45 punti nel 2024 ma nessuno in questa stagione.
Alle domande che sono state poste anche relativamente l’antidoping, in quanto le squadre più piccole come lo Swatt Club non hanno l’obbligo del passaporto biologico, Dagnoni ha risposto: “Il campionato italiano professionisti è gestito dalla Lega Ciclismo Professionistico, e non dalla Federazione, che concede la delega. […] Se andiamo a guardare invece all’altro aspetto, quello che tutti hanno contestato, ovvero che questi ragazzi elite senza contratto possono correre con i professionisti, torniamo anche qua indietro nel tempo dove non c’ero io. Prima c’era il campionato italiano Under 23, quello degli elite senza contratto e quello dei professionisti”. E a proposito dei punti Uci: “Non conosco i loro punteggi, però ribadisco non siamo noi a prendere le iscrizioni. Dovete chiedere alla Lega e al suo presidente, Roberto Pella”.
La FCI non gestisce quindi direttamente la corsa che assegna la maglia tricolore sulla quale, tra l’altro, è impresso il logo della Federazione Ciclistica Italiana. Sembra essere un controsenso, ma è così.
La voce del presidente federale si è fatta sentire anche attraverso TuttoBiciWeb, in una criptica intervista rilasciata a Pier Augusto Stagi: “Incontrarsi con il presidente Roberto Pella? Io non ho problemi, lo ripeto, se ognuno rispetta il proprio ruolo e conosce i propri confini, non ci sono problemi”. E aggiunge: “Ho l’obbligo di ricordare che è un organismo della Federazione Ciclistica Italiana e in ogni caso deve rendere conto a noi”.
Ad oggi, non sono arrivate risposte da parte della Lega Ciclismo Professionistico, ma sembra ormai evidente che ci sia una vera e propria spaccatura con l’organo federale. Sembra davvero che questo campionato italiano abbia scoperchiato il vaso di Pandora.






