E ora non toglieteci il ciclismo su pista. Basta con queste accuse che non hanno fondamento: appena un pistard non vince su strada, la prima cosa che gli si dice è quella di lasciare la pista. E’ un’accusa che viene lanciata a tutti coloro che praticano la multidisciplina: non vinci su strada? Lascia l’altra disciplina. E’ stata un’accusa che recentemente, nel ciclocross, è stata lanciata a Wout Van Aert, reo di privilegiare l’allenamento su sterrato durante l’inverno piuttosto che quello su strada. E’ un’accusa che viene lanciata anche a Filippo Ganna appena non riesce a vincere una gara dove parte da favorito.

Non toglieteci la pista

Sono tutte accuse che non hanno fondamento. Jonathan Milan, all’ombra di Filippo Ganna e degli altri alfieri che hanno fatto grande l’Italia a Tokyo nel ciclismo su pista, è cresciuto e oggi ha ottenuto una grande vittoria. Senza sacrificare il ciclismo su pista. Lanciarsi in volata, senza paura, scortato da un grande compagno come Andrea Pasqualon. Insomma, se Jonathan, friulano, riesce a sprigionare tutta questa potenza sui pedali, vuol dire che la pista sarà servita a qualcosa.

Non toglieteci la pista, soprattutto ora che manca poco più di un anno ai Giochi Olimpici di Parigi 2023. Lasciamo correre questi ragazzi, che sotto la guida di Marco Villa si divertono e vincono. E ci regalano grandi soddisfazioni. Non riempiamoli di pressioni e tanti altri Jonathan Milan sbocceranno in futuro. Non toglieteci la pista, non toglieteci la multidisciplina: e ora godiamoci Jonathan in maglia ciclamino.

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