Jan Ullrich: “Doping anche prima di vincere il Tour de France”

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Jan Ullrich ha ammesso in modo completo il suo coinvolgimento nel sistema doping, addirittura prima della sua vittoria al Tour de France nel 1997. Il tedesco ha rivelato di aver scelto la strada meno rischiosa quando ha optato per un programma di doping del sangue con il noto Dr. Eufemiano Fuentes.

“Sì, ho fatto uso di sostanze dopanti”, ha dichiarato Ullrich a vari media tedeschi in seguito a una proiezione anticipata del documentario in quattro parti intitolato ‘Der Gejagte’ (“Il Cercato”), che sarà disponibile su Amazon Prime Video in Germania dal 28 novembre.

La vittoria di Ullrich al Tour de France del 1997 lo ha reso un’icona nel boom del ciclismo in Germania, e rimane l’unico tedesco ad aver mai vinto questa prestigiosa competizione.

Nel documentario, Ullrich si apre ulteriormente, raccontando dei momenti difficili della sua vita, compreso un periodo in cui ha fatto uso di cocaina, ha bevuto whisky in quantità e si è trovato sull’orlo della morte. Il processo di introspezione di Ullrich è emerso dopo un crollo mentale e fisico nel 2018, alimentato da eccessi di alcol e droghe.

Il documentario, previsto inizialmente solo in Germania, Austria e Svizzera, sta attualmente negoziando per estendere la sua disponibilità in altri territori.

Durante le riprese, Ullrich ha visitato la città natale di Marco Pantani, Cesenatico, apprendendo della tragedia della sua morte legata all’abuso di cocaina e problemi mentali. La madre di Pantani è stata presente alla proiezione pre-release insieme ad altre figure chiave del mondo del ciclismo.

Ullrich, che aveva precedentemente confessato di aver lavorato con il Dr. Fuentes nel 2013, ora ammette di aver compiuto atti dopanti e cerca di giustificarli.

Rispetto alla sua confessione sul doping, Jan Ullrich esprime rimorso per non averlo fatto prima, affermando che se avesse raccontato la sua storia, avrebbe potuto evitare molti anni difficili. Sottolinea che, secondo lui, quasi tutti i ciclisti assumevano sostanze miglioratrici delle prestazioni all’epoca, ma la sua intenzione non era ingannare gli avversari, bensì garantire pari opportunità.

Ullrich rivela di essere entrato nel mondo del doping poco dopo essere diventato un ciclista professionista con la T-Mobile. Dichiara che, all’epoca, sembrava un passo naturale e necessario per mantenere la sua carriera. Nonostante le nuove regolamentazioni anti-doping, Ullrich, insieme ad altri ciclisti, ha optato per l’utilizzo di sostanze vietate.

Il documentario di Ullrich uscirà il 28 novembre, mentre l’ex ciclista compirà 50 anni il 2 dicembre. La sua confessione al doping è un passo ulteriore nel suo percorso di redenzione personale, e Ullrich ora si concentra sulla sua salute, sulla stabilità e sul coinvolgimento dei suoi figli nello sport. L’ex campione spera anche in una possibile reintegrazione nello sport, nonostante le controversie legate al suo passato nel doping.

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