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Lefevere: “L’elicottero? L’UCI lo sapeva da marzo”

Patrick Lefevere, senza peli sulla lingua, è perplesso dal comunicato stampa rilasciato dall’Unione Ciclistica Internazionale riguardo l’utilizzo degli elicotteri al Giro d’Italia, da parte delle squadre, per tornare in hotel dopo la tappa di Campo Imperatore. Riepilogando la situazione: l’UCI ha rilasciato un comunicato stampa nel quale si dissocia dal fatto che alcuni team hanno deciso di prendere un elicottero per tornare in albergo dopo il primo arrivo in salita del Giro 2023, in quanto l’utilizzo di questo mezzo non sarebbe un gesto di fair play verso gli altri team che non ne hanno fatto uso (a questo articolo è spiegata l’intera vicenda).

Il team manager della Soudal Quick-Step, formazione che ha usufruito di uno degli elicotteri messi a disposizione dell’organizzazione, ha spiegato: “Non capisco come faccia l’UCI a dissociarsi ora da questa scelta se sapeva già da marzo che il comitato organizzatore avrebbe messo a disposizione degli elicotteri. E’ stata fatta una riunione dopo la Milano-Sanremo, nel corso della quale abbiamo parlato proprio di questa possibilità. L’UCI sapeva benissimo tutto”.

Riguardo la questione del fair play, Lefevere ricorda: “Nel World Tour ci sono squadre che hanno budget di gran lunga superiori a quelli della nostra formazione. Lì dove sarebbe il fair play, allora? L’organizzazione ha chiesto 600 euro a corridore per il trasporto in hotel tramite l’elicottero, una cifra che non influisce molto nell’economia della partecipazione ad una grande corsa a tappe”.

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