Mondiale ciclocross: Stybar a Tabor per chiudere un cerchio

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Zdenek Stybar sarà al via del mondiale di Tabor, nella sua Repubblica Ceca, per chiudere un cerchio: diventato campione del mondo di ciclocross in patria nel 2010 nella categoria elite, Stiby farà la sua ultima discesa in campo domenica, quando proverà a sfidare Mathieu van der Poel sul suo terreno.

Stybar di nuovo al mondiale di Tabor, 14 anni dopo

E’ stata una carriera lunga quella di Zdenek Stybar. Dopo aver militato nella Telenet-Fidea, il corridore ceco è approdato alla Quick Step negli anni in cui i massimi interpreti del pavè erano Fabian Cancellara e Tom Boonen. Compagno di squadra di quest’ultimo, Stybar si è sempre messo a disposizione del team, anche quando avrebbe potuto provare a dire la sua. C’era davvero molta concorrenza in quegli anni alla corte di Patrick Lefevre, visto che stava emergendo anche Niki Terpstra, corridore che avrebbe vinto un Giro delle Fiandre e la parigi-Roubaix.

L’amore per il fuoristrada e la Strade Bianche

Quali corse potrebbe vincere un corridore che è emerso dal fango del ciclocross? Non solo quelle del pavè, ma anche quella corsa che viene da tutti considerata come la sesta classica monumento della stagione, la Strade Bianche. In quella circostanza, Stybar superò Greg Van Avermaet e Alejandro Valverde: eppure, correrà in poche occasioni da capitano della sua squadra. Altri corridori altrettanto forti si prenderanno la leadership della Quick Step: Stybar sarà tuttavia sempre un corridore fondamentale nell’economia del team belga. A dimostrazione del suo talento, arrivano due secondi posti, negli anni seguenti, alla Parigi-Roubaix: nel 2015 e nel 2017, il ceco deve accontentarsi del secondo posto nel velodromo di Roubaix. Il risultato pieno non è mai arrivato per lui.

Stybar e il sogno mondiale di Tabor

Zdenek Stybar chiuderà quindi la sua importante carriera domenica sera, dopo un ultimo giro di valzer nel fango del ciclocross. Nella sua nazione, la Repubblica Ceca. Un finale di carriera perfetto per un corridore che avrebbe sicuramente meritato di più, e che mancherà a tutti non solo nel gruppo dei corridsori su strada, ma anche nel ciclocross. In fondo, è anche grazie a lui che la disciplina ha acquisito grande visibilità da parte di chi seguiva solo le corse su strada.

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