Giro di commenti – E’ il Giro ad essere grande o Pogacar lo rende grande?

Giro Pogacar grande

Sono le corse che rendono grandi i corridori o sono i corridori che rendono grandi le corse? Detto fuori dai denti: Pogacar sta rendendo grande il Giro o è il Giro d’Italia – con la sua probabile vittoria – che lo stanno rendendo grande? Sembra una domanda un po’ alla Gigi Marzullo, ma crediamo possa essere uno spunto di riflessione sulla base di quello che lo spettacolo sta regalando in questi giorni. Tadej Pogacar è il vero protagonista del Giro d’Italia 2024: si parla sempre di lui, non solo quando vince, ma anche al di fuori della corsa. E’ normale che sia così: è il nome più importante al via di questa edizione della corsa rosa e non c’è niente di sbagliato sul fatto che tutti i riflettori siano puntati su di lui.

Ma come sarebbe stato questo Giro d’Italia senza Tadej Pogacar? Sicuramente avremmo visto una corsa molto più livellata, con dei gap minori e senza un unico protagonista. E’ anche vero, però, che non si possono fare certi ragionamenti togliendo solo il primo e facendo finta di nulla: bisognerebbe vedere altri fattori.

La sensazione generale, però, è che questa edizione del Giro d’Italia sembra essere appetibile soprattutto grazie alla presenza di Tadej Pogacar. In poche parole, per ora, la sensazione è che non sia la corsa a rendere grande il corridore, ma sia la presenza del corridore a fare grande la corsa. C’è un unico grande protagonista, che è il corridore sloveno. Poi ci sono tutti gli altri. E la corsa sta avendo grande appeal grazie alla sua presenza.

Avviene invece un ragionamento inverso per ciò che concerne le altre corse, in particolare il Tour de France, che riesce ad attirare i corridori indipendentemente dagli inviti e dalla presenza o meno di un personaggio particolare. In quel caso, è la corsa che ha un appeal talmente importante che riesce ad attirare la presenza di tutti: ci sono corridori che vorrebbero non essere al via della Grande Boucle? Quest’anno ci saranno, oltre a Pogacar, Jonas Vingegaard, Remco Evenepoel, Egan Bernal e Primoz Roglic. Un parterre davvero importante.

L’augurio è che nei prossimi anni il Giro d’Italia possa riuscire a ritrovare quell’appeal che gli sta mancando nel corso di questi ultimi anni. L’augurio è trovare corridori che decidano di partecipare al Giro d’Italia senza troppi corteggiamenti, ma che si presentino al via per il grande prestigio che la corsa riesce a dare. Possiamo anche dirlo, pure con meno pressioni: ne sa qualcosa Primoz Roglic, che lo scorso anno, vincendo il Giro d’Italia, ha potuto affrontare tutta la stagione con una tranquillità maggiore rispetto a quando preparava il Tour de France.

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