Van der Poel: “Ora mi definisco uno stradista. E vorrei la Liegi”

Il grande obiettivo di Mathieu Van der Poel per la prossima primavera potrebbe essere la Liegi-Bastogne-Liegi. Più che un obiettivo, si tratterebbe di una vera e propria sfida che il campione del mondo in carica, attualmente in ritiro in Spagna, vorrebbe porsi davanti. proprio per questo motivo, l’olandese si sta allenando insieme a Remco Evenepoel, almeno fino al momento in cui non inizieranno ufficialmente i ritiri collegiali delle squadre.

“Con Remco abbiamo trovato un accordo: quando lui correrà il Tour de France io non ci sarò e quando parteciperò io alla Liegi non ci sarà lui”, ha detto scherzando il campione del mondo. Con lui c’è un ottimo rapporto, anche perchè non abbiamo degli obiettivi comuni: non credo che lui mi veda come un rivale per la Doyenne”.

Nel corso del 2023, noi di Ultimo Chilometro abbiamo espresso rammarico per non vedere un corridore come Mathieu Van der Poel, grande mattatore delle classiche, prendere il via della Liegi-Bastogne-Liegi. Per il 2024, però, questa classica potrebbe essere una grande sfida per il portacolori della Alpecin-Deceuninck, come ha affermato in una lunga intervista concessa a Het Nieuwsblad: “Il Lombardia, per ora, è troppo duro per me. Dovrei perdere peso per essere competitivo. Per la Liegi, sono realista. Quando uomini come Pogacar o Evenepoel attaccano La Redoute è quasi impossibile per me seguirli. Ho già corso una volta la Liegi (sesto nel 2020, ndr). Partecipare resta un’opzione, almeno per ora, non una certezza. Il programma della primavera resterà più o meno quello del 2023, con l’aggiunta della Gand-Wevelgem”.

Quest’anno, Van der Poel ha vinto il mondiale di ciclocross, la Milano-Sanremo, la Parigi-Roubaix e il mondiale, oltre ad essere arrivato secondo al Giro delle Fiandre. L’unico neo è stata la caduta al mondiale di mountain bike, dove sarebbe potuto diventare leggenda. “Ora mi posso definire un vero stradista, la strada non mi annoia più e sto lavorando molto sul fondo. Il mondiale di ciclocross è un obiettivo, così come la mountain bike, però è difficile coniugare la prova olimpica su strada e quella fuoristrada. Non conosco ancora bene il programma: se dovessi fare il Giro d’Italia, sarebbe meno difficile per me preparare entrambe le prove olimpiche, ma se dovessi fare il Tour sarebbe difficile gareggiare in mountain bike perchè la gara cade una settimana dopo la fine della corsa, quindi non potrò essere al top della forma. Di sicuro non voglio mancare alla gara olimpica su strada, la salita in pavè mi stuzzica”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *