Giro 2024, Pogacar: “E’ più stressante il dopo tappa che correre in maglia rosa”

Pogacar stressante

Tadej Pogacar non fa discorsi inerenti il fatto che potrebbe cedere la maglia rosa: “E’ più stressante il dopo tappa che correre con la maglia rosa”, ha affermato il corridore sloveno dopo la vittoria ottenuta nella cronometro di Perugia. In effetti, ogni anno, quando un favorito per la vittoria di una grande corsa a tappe conquista la maglia di leader molto presto, si fanno sempre dei discorsi sulla possibilità di “cedere” momentaneamente la maglia a qualcun altro, magari facendo arrivare in porto una fuga con corridori di seconda fascia. Pogacar, invece, non ama fare questi discorsi, tutt’altro: l’obiettivo è rimanere concentrato fino a Roma.

“La via per Roma è molto lunga – ha spiegato Pogacar in conferenza stampa a Perugia – non abbiamo ancora iniziato le grandi salite, siamo solo all’ottava tappa. Gli avversari attaccheranno da lontano, faranno di tutto per mettermi in difficoltà, e noi come squadra dobbiamo sempre farci trovare pronti”.

“Devo dire la verità, per adesso posso dire che portare la maglia rosa non è stressante – ha affermato Pogacar – correre con questa maglia è uno stimolo ed è bellissimo sentire i tifosi che mi chiamano per nome. Ieri, in 180 km, ho sentito continuamente il mio nome. La cosa più difficile è senza dubbio il cerimoniale dopo gara: premiazione, mixed zone, interviste, tante domande a cui rispondere. E’ più stressante il dopo tappa che correre”.

Tadej Pogacar, però, non fa ragionamenti sul cedere la maglia rosa, almeno non dichiaratamente. Il vantaggio su Dani Martinez e Geraint Thomas è di quasi 3 minuti, un abisso considerando quanto lo sloveno ha fatto vedere fino ad oggi. Interessanti sono state anche le sue dichiarazioni sulla cronometro: “Nella prova contro il tempo di Perugia ho cercato di concentrarmi solo su me stesso: volevo solo sapere come andavo e nella seconda parte ho iniziato a spingere. Il focus però è stato sempre su me stesso, non ho dato tanto peso ai tempi degli altri alla radiolina. Durante l’inverno ho lavorato ore ed ore per migliorarmi a cronometro e ora sono felice di avere una buona posizione sulla bici da crono”.

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