Martin Marcellusi: “Quanto è difficile essere un ciclista a Roma”

Marcellusi Roma

“Il mio sogno è quello di partecipare ancora al Giro d’Italia, ma essere un ciclista a Roma è davvero difficile”. Dal ritiro di Benidorm, dove la VF-Bardiani CSF sta preparando la stagione 2024, Martin Marcellusi si racconta a cuore aperto dopo la sua prima stagione corsa interamente tra i professionisti, difendendo i colori della formazione diretta da Bruno e Roberto Reverberi.

“Il 2023 è stato un anno fondamentale per me – ha spiegato il corridore romano – correre per tre settimane il Giro d’Italia, a dei ritmi sempre così alti, mi ha aiutato a migliorare nel recupero, sia fisico che mentale”.

Marcellusi è stato protagonista anche nel gran finale del Giro d’Italia a Roma, dove, al termine della frazione, ha chiesto alla sua fidanzata di sposarlo. “Il finale del Giro è stato davvero molto impegnativo, negli ultimi giorni non riuscivo a pensare a Roma perchè l’obiettivo era chiudere al meglio quelle tappe così impegnative. Dopo la cronoscalata sul Monte Lussari ho cominciato ad assaporare la festa”, ha spiegato il corridore nell’intervista rilasciata al quotidiano Il Messaggero.

Nell’elogiare il gran finale della corsa rosa a Roma (“Credo sia difficile fare di meglio, si toccano tutti i punti più belli della Capitale”) e confidando che il suo sogno nel cassetto è quello di partecipare al Giro delle Fiandre, Martin Marcellusi spiega che essere un ciclista professionista nella città eterna è tutt’altro che semplice: “Non ci sono delle zone dove è possibile allenarsi. Roma è diventata invivibile per il traffico intenso, è sempre pericoloso pedalare vicino alle macchine e noi ciclisti abbiamo paura. Se dovessi avere un figlio, nella situazione in cui siamo oggi, non lo manderei ad allenarsi in strada. Bisogna poi dire che a Roma mancano fondi alle squadre giovanili, mentre nel nord Italia ci sono maggiori investimenti da parte di aziende che sostengono i team”.

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