Miguel Angel Lopez sospeso, torna la giustizia a orologeria

Miguel Angel Lopez Polti Kometa

Miguel Angel Lopez è stato sospeso dall’Unione Ciclistica Internazionale in seguito a un’indagine antidoping. Il corridore colombiano, attualmente in forza al Team Medellin, non potrà quindi disputare i mondiali di ciclismo che si svolgeranno a Glasgow. Si tratta di una presa di posizione “a orologeria” da parte dell’UCI, in quanto i fatti risalgono al Giro d’Italia 2022.

Cerchiamo di ricostruire la storia. Lo scorso inverno l’Astana Qazaqstan ha licenziato Miguel Angel Lopez in seguito al suo coinvolgimento nell’Operazione Illex e per i suoi rapporti con Marcos Mayna, medico arrestato lo scorso anno per presunti reati di traffico di droga e riciclaggio di denaro. Il licenziamento dello scorso dicembre è stato reso definitivo dopo una prima sospensione avvenuta appena è trapelata la notizia a maggio 2022.

Dopo il licenziamento dall’Astana Qazaqstan, Miguel Angel Lopez è riuscito a trovare un nuovo ingaggio presso la piccola formazione colombiana del Team Medellin, che gli ha permesso quantomeno di gareggiare in America. Insieme a questa squadra, Lopez ha ottenuto dei successi importanti, come la classifica generale della Vuelta San Juan e la Vuelta Colombia, corsa nella quale ha vinto 8 tappe su 9 oltre alla generale.

In tutto questo, l’Unione Ciclistica Internazionale non ha mai preso una posizione su Miguel Angel Lopez, che ha continuato a conquistare successi nonostante non fosse più all’interno del circuito World Tour del ciclismo. La presenza all’interno del Team Medellin non gli ha più permesso di gareggiare in Europa, in quanto la squadra non è stata invitata a partecipare a competizioni nel vecchio continente, ma i risultati hanno spinto il commissario tecnico della nazionale colombiana a convocarlo per i mondiali di Glasgow.

Nel momento in cui il nome di Miguel Angel Lopez è comparso nella startlist del mondiale, gli uffici di Aigle si sono mossi immediatamente. Sarebbe stato un disonore far gareggiare un corridore sospettato di aver frequentato un medico che somministra sostanze dopanti. Ecco allora che è partita la sospensione per il ventinovenne colombiano.

Non entriamo nel merito delle motivazioni che hanno spinto alla sospensione, ma ci domandiamo per quale motivo l’Unione Ciclistica Internazionale si sia dovuta muovere solo oggi. Non avrebbe avuto maggior senso prendere subito dei provvedimenti e chiarire subito la situazione? Magari in questi mesi si sarebbe arrivati a trovare una quadra, e il colombiano avrebbe potuto gareggiare da innocente la rassegna iridata. Fino a che Lopez gareggiava lontano dall’Europa andava bene a tutti, ora bisogna svegliarsi per non farlo gareggiare da queste parti. E’ incredibile come questi organi di giustizia riescano a muoversi in ritardo calcolato.

Sostieni il lavoro di ultimochilometro.it con una semplice donazione con PayPal. Fai click sul pulsante qui sotto per aiutarci nel nostro lavoro

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *