Tour de France 2024, a Firenze il caos regna sovrano

Tour France Firenze Caos

Il Tour de France approda a Firenze e piomba nel caos più assoluto. In realtà non riusciamo a capire perchè, ma la disorganizzazione ha regnato sovrana in quella che generalmente è la giornata più importante in una grande partenza di una corsa a tappe, la giornata del giovedì, quando si svolge la presentazione delle squadre. E’ una giornata di lavoro febbrile anche per i media al seguito, in quanto le squadre organizzano, in accordo con il comitato organizzatore, delle conferenze stampa e degli incontri tra i corridori e i giornalisti.

Tutto bello, se non fosse che già nei giorni scorsi la scaletta della giornata risultava essere davvero molto strana per tutti. Due giorni prima della partenza del Tour de France da Firenze scoppia il caos: dalle 16, a Palazzo Vecchio, ci sono le conferenze stampa dei top-rider. Prima Mathieu van der Poel e Jasper Philipsen, che arrivano alle 16. Poi alle 16:45 Remco Evenepoel, che però ha già fatto anche una conferenza stampa online ieri. Repetita iuvant, non ci lamentiamo di questo. Ma il bello arriva dopo di lui: le conferenze stampa di Primoz Roglic, Jonas Vingegaard e Tadej Pogacar si tengono a Palazzo Vecchio dalle 18 alle 18:45. La presentazione delle squadre si tiene a Piazzale Michelangelo: le squadre sono con i bus e non hanno problemi, ma noi come facciamo a raggiungere la piazza in così poco tempo?

A poco sono servite le richieste di trasmettere le conferenze stampa dei top rider anche sulle piattaforme online. Dopo il Covid c’è l’abitudine di organizzare conferenze in presenza, ma che vengono trasmesse anche in streaming. Un modo democratico per rendere partecipi tutti. Stavolta, però, non ci sono storie: se vuoi parlare con i top ridere devi andare a Palazzo Vecchio, per poi raggiungere Piazzale Michelangelo con mezzi di fortuna. Non tutte le testate possono avere più inviati sul posto, e il dono dell’ubiquità non ci appartiene.

Il caos del Tour de France 2024 a Firenze si concretizza nella navetta che è stata messa a disposizione per andare a Piazzale Michelangelo: una serie di bus stracolmi, dove era inutile provare a reggersi a un corrimano perchè tanto eravamo tutti stretti come sardine. Cadere era impossibile, anche a fronte di tante frenate brusche che effettivamente ci sono state. Unica nota positiva, l’aria condizionata era in funzione. E meno male, o ci saremmo liquefatti. Se penso che su quel bus c’erano anche famiglie, molte delle quali con dei passeggini, mi viene da star male per quei poveri bambini. Ammetto che su quel bus ho sentito la nostalgia del distanziamento sociale.

In tutto questo, il quartier generale degli operatori media è posizionato in Teatro del Maggio Ferentino. A inizio settimana ASO manda una mail a tutti. La sintetizzo in poche parole: “A Firenze non c’è un parcheggio per la stampa e la zona a traffico limitato è operativa, quindi arrangiatevi per conto vostro. Se doveste prendere una multa non è colpa nostra e anche se avete il pass per l’auto la multa ve la beccate uguale”. Va tutto bene, facciamo finta. Da quest’oggi, anche noi giornalisti al seguito del Tour de France abbiamo il dono dell’ubiquità, visto che siamo riusciti a stare quasi contemporaneamente in tre posti distanti l’uno dall’altro. Per la serie: “Per andare dove dobbiamo andare, dove dobbiamo andare?”

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