Giro di Svizzera 2026, Tom Pidcock non sarà al via

INNSBRUCK, AUSTRIA - APRIL 20: Thomas Pidcock of Great Britain and Team Pinarello Q36.5 Pro Cycling competes during the 48th Tour of the Alps 2026, Stage 1 a 144.3km stage from Innsbruck to Innsbruck on April 20, 2026 in Innsbruck, Austria. (Photo by Tim de Waele/Getty Images)
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Il percorso di avvicinamento al Tour de France perde uno dei suoi protagonisti più attesi per le strade svizzere. Tom Pidcock non prenderà parte al Giro di Svizzera 2026. A comunicarlo ufficialmente è stata la sua squadra, la Pinarello Q36.5 Pro Cycling Team, costretta a rivedere i piani del talento britannico a causa di un imprevisto fisico.

Il fuoriclasse inglese ha infatti contratto una lieve infezione virale durante il recente ritiro in altura effettuato dal team a Sierra Nevada. Questo contrattempo gli ha fatto perdere alcuni giorni chiave di allenamento e, per evitare di compromettere il resto della stagione, lo staff medico e tecnico ha deciso di non rischiare il corridore in una corsa a tappe esigente come quella elvetica, optando per un percorso di recupero più graduale.

Cambio di rotta: obiettivo Andorra

Niente Svizzera, dunque, ma il rientro in gruppo non dovrebbe farsi attendere troppo, salute permettendo. Il nuovo programma di Pidcock prevede infatti il debutto, il prossimo 21 giugno, alla Andorra MoraBanc Classica.

Per il britannico si tratterà di una corsa dal sapore speciale: Pidcock è infatti tornato nella sua residenza nel Principato di Andorra dove ha già ripreso a pedalare. Se i test daranno esito positivo, attaccherà il numero sulla schiena proprio sulle strade montane di casa, che conosce alla perfezione e che frequenta quotidianamente per i suoi allenamenti.

Il Tour de France resta nel mirino

Nonostante la delusione di dover saltare la corsa di casa per il main sponsor del team (la svizzera Q36.5), la scelta della dirigenza è improntata alla massima cautela. A fine giugno c’è il Tour de France, e presentarsi al via della Grande Boucle con le scorie di un virus e una condizione approssimativa sarebbe stato un suicidio sportivo.

Meglio accumulare chilometri di qualità sulle salite di Andorra, testarsi in una corsa di un giorno e rifinire la gamba senza lo stress e il logorio di una corsa di una settimana dura come il Giro di Svizzera. I tifosi della Pinarello Q36.5 possono stare tranquilli: il “pifferaio magico” sta solo ricalibrando la mira per farsi trovare pronto all’appuntamento più importante dell’anno.

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