Nonostante una stagione da autentica rivelazione — impreziosita dai trionfi all’Amstel Gold Race e alla Vuelta Femenina — la ventitreenne spagnola Paula Blasi non godrĂ di alcuna libertĂ tattica nĂ© del ruolo di leader alla partenza dell’ormai imminente Tour de France Femmes 2026.
La decisione della UAE Team ADQ di relegare la giovane scalatrice a compiti di supporto ha sollevato non poche perplessitĂ e acceso il dibattito sui social network.
La conferma di Blasi: «Piani chiari, io lavorerĂ² per le compagne»
A confermare la scelta della squadra è stata la stessa atleta nel corso di un’intervista rilasciata ai microfoni di In De Waaier: «I piani del team sono molto chiari: abbiamo due capitane. No, io non sono tra queste. Come mi sento? Ăˆ sempre bello lavorare per una leader. Quando sei una corridora desideri sempre vincere, quindi non è facile accettare una notizia del genere, ma rispetto e credo nell’approccio della squadra».
La dirigenza dell’UAE Team ADQ ha deciso di puntare tutto sulla campionessa italiana Elisa Longo Borghini — forte dei suoi due successi in carriera al Giro d’Italia Women — e sulla polacca Dominika WÅ‚odarczyk, quarta nella classifica generale della Grande Boucle dello scorso anno.
L’ombra del mercato: il futuro in Movistar dietro la decisione?
Dietro questa scelta tattica apparentemente punitiva potrebbe esserci la complessa situazione contrattuale della spagnola. Secondo diverse fonti giornalistiche, Blasi sarebbe pronta ad avvalersi di una clausola rescissoria per interrompere anticipatamente il contratto con la formazione emiratina e approdare alla Movistar, dove la attende un ingaggio stellare vicino al milione di euro all’anno.
Sollecitata sull’argomento, la classe 2003 ha cercato di spegnere le polemiche mantenendo un profilo rigorosamente professionale: «Se il mio possibile addio influisce sulla decisione per questo Tour? No, mi fido ciecamente dello staff della performance. Loro hanno la propria visione tattica e noi la seguiamo».









