La carriera di Chris Froome come corridore professionista è ufficialmente arrivata al termine. Il britannico, uno dei grandi protagonisti dell’ultimo decennio, ha confermato di aver smesso con il ciclismo agonistico durante il Circus Tour di Barcellona, dove era presente come ambassador. Una notizia che chiude definitivamente un capitolo iniziato nel 2007 e che lo ha portato a diventare uno dei corridori più vincenti della storia del Tour de France.
La conferma a Barcellona: “Sapevo che era finita”
Froome non aveva mai annunciato pubblicamente le sue intenzioni dopo la fine del contratto con la Israel Premier–Tech (oggi NSN Cycling Team), lasciando aperta la possibilità di un ultimo capitolo in gruppo. A Barcellona, però, alla domanda diretta sul suo futuro, ha risposto senza esitazioni: “Sì. Purtroppo c’è stata quella caduta la scorsa estate. Non era il modo in cui volevo che finisse, ma già allora sapevo che era finita.”
Il riferimento è all’incidente in allenamento dell’agosto 2025, che aveva compromesso la preparazione per la parte finale della stagione e, di fatto, segnato il punto di non ritorno.
Chris Froome, un palmarès che ha segnato un’epoca
Il successo al Giro d’Italia 2018 resterà la sua ultima vittoria da professionista, forse la più iconica: una rimonta memorabile sul Colle delle Finestre che rimane una delle imprese più spettacolari del ciclismo moderno.
Tra il 2013 e il 2017, Froome ha vinto quattro Tour de France, mancando solo l’edizione 2014, quando fu costretto al ritiro mentre Vincenzo Nibali correva verso il trionfo. A queste si aggiungono due Vuelta a España (2011 e 2017), risultati che lo hanno portato a un passo dal club dei cinque volte vincitori del Tour, primato condiviso da Anquetil, Merckx, Hinault e Induráin.
Un traguardo che Froome ha inseguito fino al grave incidente del giugno 2019, durante la ricognizione della cronometro del Giro del Delfinato: un evento che ha cambiato la sua carriera, impedendogli di tornare ai livelli precedenti.
Un addio che chiude un’era
A 41 anni, Froome lascia il gruppo dopo una carriera che ha segnato profondamente il ciclismo contemporaneo. La sua capacità di dominare le grandi corse a tappe, la gestione scientifica dello sforzo, il rapporto con il Team Sky e la sua resilienza dopo l’incidente del 2019 hanno contribuito a definire un’epoca.
Il suo ritiro arriva proprio mentre un altro grande protagonista, Tadej Pogačar, si prepara a inseguire il quinto Tour de France, un traguardo che potrebbe inserirlo nella stessa cerchia dei più vincenti di sempre.
Froome, invece, chiude il suo percorso con discrezione, senza conferenze stampa né annunci in grande stile: un addio sobrio, coerente con il suo modo di vivere il ciclismo.









