Controlli ai reggiseni delle cicliste al Tour de France Femmes 2026: ecco perchè

reggiseni tour de france femmes
Ultimo Chilometro
Abbonati a Ultimo Chilometro
Sostieni il progetto, accedi ai contenuti premium e vivi il ciclismo con una marcia in più.
Scopri i vantaggi

Alla vigilia della quarta tappa del Tour de France Femmes avec Zwift 2026, la decisiva prova a cronometro di 21,1 chilometri da Gevrey-Chambertin a Digione, la giuria della UCI (Unione Ciclistica Internazionale) ha inviato un comunicato ufficiale a tutte le squadre: verranno effettuati controlli straordinari sull’abbigliamento delle atlete per impedire l’uso improprio di imbottiture nei reggiseni sportivi volte a ottenere un vantaggio aerodinamico.

Le corridore dovranno presentarsi all’ispezione finale dell’attrezzatura almeno dieci minuti prima del rispettivo orario di partenza. Le verifiche su abbigliamento e biciclette saranno condotte direttamente da un giudice donna dell’UCI.

Articolo 1.3.032: tolleranza zero sulle modifiche corporee

Nel comunicato inviato ai team, il collegio commissariale ha sottolineato che l’attenzione sarà massima sul rispetto dell’Articolo 1.3.032 del regolamento UCI, che vieta tassativamente l’uso di elementi non essenziali, accessori o capi di vestiario idonei a modificare artificiosamente la struttura corporea (morfologia) della ciclista. Tra i dispositivi sotto osservazione rientrano anche la conformazione di caschi, occhiali, scarpe e la posizione della ricetrasmittente sul corpo.

La decisione è maturata a seguito delle vibranti proteste di diversi WorldTeam femminili raccolte da WielerFlits. Le squadre hanno lamentato l’abitudine da parte di alcune atlete di ricorrere a reggiseni imbottiti per simulare una taglia di seno maggiore, un espediente notato anche in grandi appuntamenti come la cronometro olimpica di Parigi 2024 e il Giro d’Italia Women.

La spiegazione scientifica: ecco perchè saranno controllati i reggiseni durante il Tour de France Femmes 2026

L’inserimento di imbottiture nella zona pettorale crea quello che in ingegneria aerodinamica viene definito Chest Fairing (carenatura toracica).

A spiegarne l’impatto prestazionale è il professor Bert Blocken, docente di aerodinamica presso la Heriot-Watt University e la LUT University: «Incrementare o sagomare la superficie del busto altera il flusso d’aria attorno al corpo della ciclista, riducendo la sovrapressione che si genera sulle cosce durante la pedalata. Non parliamo di un guadagno di decine di secondi, ma su un tracciato di 20 o 30 chilometri questo effetto permette di limare secondi preziosi che possono rivelarsi decisivi per il risultato finale».

Ricerche accademiche condotte da Blocken mostrano che l’uso di una forma ideale sulla zona pettorale garantisce una riduzione della resistenza dell’aria fino al 3,6%, corrispondente a un guadagno cronometrico stimato in almeno 0,78 secondi al chilometro (oltre 16 secondi di vantaggio su una crono di 21 km).

Squalifica immediata e sanzioni pecuniarie

I regolamenti UCI (Articoli 1.3.032 e 1.3.033) vietano in modo esplicito l’applicazione di schiume, plastica, nastri o imbottiture sotto i body tecnici per alterare le forme del corpo. Le uniche variazioni di trama del tessuto ammesse per scopi aerodinamici devono essere tessute direttamente nella fibra, con una ruvidesse/rilievo massimo di 1 millimetro. Qualsiasi atleta sorpresa a violare la norma prima o dopo la gara andrà incontro all’esclusione immediata dalla corsa (o alla cancellazione dall’ordine d’arrivo), oltre a una sanzione pecuniaria compresa tra 200 e 1.000 franchi svizzeri

Domande sul mondo del ciclismo? Chiedi alla nostra AI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *