È finita nel peggiore dei modi la spedizione di Aidar Zakarin ai Mondiali UCI Gran Fondo di Niseko 2026. Il 29enne ex professionista russo, sesto giorno dopo il bronzo conquistato nella cronometro individuale della categoria 19-34 anni, è stato squalificato dai commissari di gara al termine della prova in linea di 140 chilometri.
La violazione del regolamento UCI
A determinare l’estromissione di Zakarin dall’ordine d’arrivo è stata la violazione dell’Articolo 7.9 del regolamento UCI, che sanziona le posizioni di guida ritenute pericolose per la propria incolumità e per quella degli altri corridori (come distendersi con il corpo sul tubo orizzontale della telaio o la posizione a “cagnolino” con gli avambracci appoggiati sul manubrio).
Oltre alla squalifica e alla cancellazione dei risultati della prova su strada, il portacolori del team cipriota Tribe Cycling Club — nonché fratello minore dell’ex corridore Ilnur Zakarin — è stato sanzionato con una multa di 200 franchi svizzeri.
Altre sanzioni e controlli tecnici
La giuria è intervenuta anche nei confronti di altri quattro atleti della medesima categoria (19-34 anni). Lo spagnolo Eduard Pocha Serhano, i polacchi Patryk Gieracki e Kacper Kistowski e il cinese Chao Lin Shi sono stati sanzionati con 50 franchi svizzeri di ammenda ciascuno ai sensi dell’Articolo 8.1, per non aver rispettato le disposizioni degli organizzatori o dei commissari. A differenza di Zakarin, i quattro corridori hanno comunque conservato il proprio piazzamento finale.
Sul fronte dei controlli tecnici della vigilia, la direzione di corsa ha infine confermato che tutte le 155 biciclette sottoposte alle verifiche della domenica hanno superato regolarmente i test di conformità UCI.










