Tour de France

Jonas Vingegaard oggi è andato ben al di sopra delle aspettative. Tutti noi sapevamo che il danese è fortissimo a cronometro, ma mai avremmo potuto immaginare che avrebbe potuto rifilare un distacco così importante a Tadej Pogacar, anch’egli abile cronometro. Se devo parlare a livello personale, mi sarei aspettato di più una vittoria di Pogacar oggi e un successo di Vingegaard domani: ma così stando le cose, il danese può chiudere il discorso maglia gialla già domani.

Già, perchè nella frazione numero 17, la Saint-Gervais Mont-Blanc – Courchevel, la strada potrebbe essere in teoria più favorevole alle caratteristiche della maglia gialla rispetto a quelle dello sloveno. Negli anni passati, infatti, Tadej Pogacar è sempre andato in difficoltà nelle frazioni che presentavano dei passaggi al di sopra dei 2000 metri di quota.

Una dimostrazione, in piccola parte, lo è stato il Tour de France del 2021, quando Pogacar sembrava inarrivabile. Lo sloveno è andato in leggerissima difficoltà proprio nella frazione che prevedeva la doppia ascesa al Mont Ventoux, poi vinta da Wout Van Aert. Lo scorso anno, invece, il capitano della UAE Team Emirates è andato in difficoltà proprio nella tappa del Col du Galibier, con arrivo al Col du Granon. In quell’occasione la corsa superava per ben due volte quota 2000 metri di quota e arrivò la prima vittoria di Jonas Vingegaard.

Stando al recente passato appare quindi chiaro che le tappe in quota sono quelle che meno si addicono alle caratteristiche di Pogacar, e proprio domani il Tour de France sfiorerà quota 2000 in occasione del passaggio al Cormet de Roselend e supererà questa altezza sul Col de la Loze.

Sulla carta appare quindi chiaro che domani Jonas Vingegaard potrebbe chiudere quasi definitivamente il discorso maglia gialla. Considerando che la frazione di giovedì sembra essere per velocisti, solo la tappa di sabato potrebbe nascondere qualche insidia per la maglia gialla, ma se i distacchi domani dovessero essere ancora una volta abissali sarà davvero difficile strappare il simbolo del primato al danese, autore quest’oggi di una prova al di sopra di ogni aspettativa.

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