I figli sono veramente la rovina dei ciclisti? Facciamo chiarezza

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Negli ultimi giorni, in particolare su Eurosport, si è discusso del rendimento dei corridori che, nella vita privata, sono anche dei papà, confrontato con il rendimento dei ciclisti che sono sposati o fidanzati, ma che non hanno figli. Il tutto nasce in seguito all’intervista alla signora Trine Hansen, moglie di Jonas Vingegaard, la quale ha fatto notare che il marito passa molto tempo fuori casa e non può dedicarsi a pieno alla vita insieme ai loro bambini. i lunghi ritiri in altura lo costringono infatti a rimanere lontano da casa, così come succede a molti altri corridori.

E’ stato fatto notare che ad oggi i due corridori più forti al mondo, Tadej Pogacar e Mathieu van der Poel, non hanno figli. Stesso discorso per Remco Evenepoel, che è sposato ma non ha ancora dei bambini. Altri ciclisti che sono papà, o lo sono diventati, non riescono ad avere lo stesso rendimento dei ciclisti che non hanno famiglia.

La storia del ciclismo, anche quella più recente, in realtà ci dice l’esatto opposto. Spesso è capitato di vedere immagini di corridori che decidono di festeggiare una vittoria sul podio insieme ai propri figli. Proprio Riccardo Magrini, nel corso di una telecronaca del Tour de France, ha fatto notare, da ex corridore, che “quando sai che hai i figli a casa ti butti di meno nella mischia, ti viene da tirare di più il freno”. E su questo non possiamo dargli torto.

Bisogna però far notare anche che Jonas Vingegaard, attualmente uno dei corridori più accreditati per la vittoria della maglia gialla, aveva il ruolo di padre già nel 2022 e nel 2023, anni in cui ha vinto la Grande Boucle. Nel corso degli anni recenti, anche un altro corridore, Primoz Roglic, vincitore negli ultimi 6 anni di quattro edizioni della Vuelta a Espana, un Giro d’Italia e una Liegi-Bastogne-Liegi, è un papà.

Nemmeno a dirlo, uno dei corridori più criticati è Wout Van Aert. Nel corso dello scorso inverno il belga è stato preso di mira di un cicloamatore che lo ha accusato di aver sbagliato ad aver deciso di mettere al mondo due bambini mentre è ancora in attività. A parte che credo sia necessario prendere le distanze da questa posizione, perchè ogni persona deve essere libera di prendere le proprie decisioni senza essere giudicato, soprattutto per quello che riguarda la vita privata, però è anche vero che Wout ha corso un Tour de France da grande protagonista nel 2023, pur sapendo che sua moglie stava per partorire.

E che dire, tornando al recente passato, di un corridore da classiche come Alejandro Valverde? padre di tre figli, eppure è stato autore di una carriera che quasi tutti invidiano per i risultati (forse solo Pogacar non lo invidia), e non si è mai tirato indietro di fronte al suo dovere, soprattutto nelle corse di un giorno, dove ha davvero scritto un bel pezzo di storia del ciclismo. E per quanto riguarda le grandi corse a tappe, non credo sia necessario arrivare al 2012 di Bradley Wiggins, con i figli che lo guardavano da sotto al podio di Parigi, o al pilottò di Chris Froome, per non parlare di Vincenzo Nibali, che nel 2014 esultò per una vittoria di tappa in maglia gialla mettendosi il dito in bocca, una sorta di saluto a sua figlia nata da poco.

E’ poi fuori dubbio che diversi corridori abbiano avuto un calo del rendimento in concomitanza con la nascita dei figli, ma chiaramente non è una regola non scritta, anche perchè la nascita di un figlio potrebbe essere, come avvenuto in alcuni casi, da eventi traumatici indipendenti il fatto di diventare padre. Quando Julian Alaphilippe ha abbracciato per la prima volta il piccolo Nino era il 2021: pochi mesi dopo vinse il suo secondo mondiale. Poi ha avuto cadute, problemi e tanto altro, ma sono discorsi differenti.

Insomma, l’equazione fai figli = vai piano in bici non è proprio del tutto condivisibile. Piuttosto, bisognerebbe ampliare il discorso al fatto che oggi le squadre permettono molto più facilmente ritiri con le famiglie, come ha spiegato Tim Merlier lo scorso anno nel corso del Giro d’Italia. I tempi, insomma, stanno cambiando per tutti.

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