Tour Auvergne – Rhône-Alpes 2026, oggi il mostruoso Grand Colombier: presentazione e favoriti della 7ª tappa

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Nemmeno il tempo di metabolizzare la clamorosa “fuga bidone” che ha incoronato Luke Tuckwell, ed è già tempo del tappone più atteso del Tour Auvergne – Rhône-Alpes 2026 (ex Giro del Delfinato). Sabato 13 giugno va in scena la settima e penultima frazione: la La Bridoire – Grand Colombier di 133,6 chilometri.

Sarà una giornata breve ma dal chilometraggio condensato e micidiale, caratterizzata da ben 6 Gran Premi della Montagna. Questa volta i big della generale non possono più permettersi di regalare spazio: il mostruoso arrivo in salita finale chiamerà a un verdetto definitivo i pretendenti alla vittoria.

Il Percorso: sei GPM e il muro finale al 10,2% di media

Si parte subito con il piede sull’acceleratore da La Bridoire: i primi 25 chilometri saranno un inferno senza un metro di pianura, con il Col du Banchet (5,3 km al 5,7%), il Col de la Crusille (2,9 km al 4%) e la Côte de Saint-Maurice-de-Rotherens (4,9 km al 7%). Sarà il terreno ideale per una furiosa battaglia iniziale per centrare la fuga.

Dopo un breve tratto di fondovalle, la corsa affronterà per la prima volta – da un versante parziale – i durissimi Lacets du Grand Colombier (7 km all’8,4%). Una picchiata ripida e un falsopiano porteranno i corridori sul Col de Richemond (7,7 km al 6%), perfetto trampolino di lancio per indurire la corsa prima del gran finale.

La resa dei conti avverrà sul Col du Grand Colombier: un’ascesa finale spaventosa di 8,4 chilometri al 10,2% di pendenza media. La salita si aprirà con un terribile muro iniziale di 4 chilometri costantemente in doppia cifra, seguito da un chilometro e mezzo di falsopiano prima delle rampe conclusive al 10% verso il traguardo.

  • Orario di partenza: 12:15
  • Orario d’arrivo previsto: 15:50 – 16:14
  • Diretta TV e Streaming: 14:20 – 16:20 su Discovery+ / 15:15 – 16:15 su Eurosport 2

I Favoriti: Seixas promette battaglia, Del Toro è pronto alla risposta

Dopo essersi visti soffiare la maglia dal giovane Tuckwell, i veri scalatori di questo Tour Auvergne vogliono prendersi la scena. Il diciannovenne fenomeno francese Paul Seixas (Decathlon CMA CGM), apparso ieri straripante sulle rampe di Crest-Voland, ha già annunciato di voler fare corsa durissima. Il Grand Colombier sembra perfetto per le sue caratteristiche e il focus è chiaro: staccare tutti e cannibalizzare la classifica.

L’unico in grado di contenere lo spauracchio francese è stato finora il messicano Isaac Del Toro (UAE Team Emirates). Forte di un ottimo cambio di ritmo e di uno spunto veloce letale in caso di arrivo ristretto, Del Toro deve attaccare per recuperare i secondi persi nella cronosquadre.

Dovrà invece correre sulla difensiva Matteo Jorgenson (Visma | Lease a Bike). L’americano è corridore solido e capace di gestirsi ad alte vette, e potrà contare sul supporto di un brillante Jørgen Nordhagen. Discorso simile per la coppia Lidl-Trek con Juan Ayuso e Mattias Skjelmose: a Crest-Voland hanno sofferto ma hanno limitato i danni da campioni; oggi potrebbero inventarsi un gioco di squadra provando ad anticipare i tempi sul Col de Richemond. Segnali di riscatto sono attesi anche da Cian Uijtdebroeks (Movistar) su pendenze a lui più congeniali.

La difesa della Maglia Gialla e le mine vaganti

La nuova Maglia Gialla Luke Tuckwell (Red Bull-Bora-hansgrohe) è chiamato a un compito titanico, ma l’australiano (6° al Romandie a inizio maggio) sa difendersi e avrà al suo fianco Daniel Felipe Martínez. Chi potrebbe pagare le fatiche della mega-fuga di ieri sono Guillaume Martin e Tobias Johannessen.

In casa Netcompany Ineos, complice un Kévin Vauquelin apparso appannato e la brutta caduta di Oscar Onley (da valutare le sue condizioni, così come per Santiago Buitrago), i gradi di capitano potrebbero passare definitivamente a Carlos Rodríguez.

Per gli amanti delle azioni da lontano, occhio a scalatori puri del calibro di Valentin Paret-Peintre (Soudal Quick-Step), Georg Steinhauser (EF Education-EasyPost), Yannis Voisard (Tudor) e il nostro Lorenzo Fortunato (XDS Astana), che su pendenze superiori al 10% esalta da sempre le sue doti di scalatore leggero.

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