La dodicesima tappa del Tour de France 2025, con arrivo sull’Hautacam, è stata uno spartiacque. Non solo per la classifica generale, che ha visto un Pogacar inarrestabile staccare tutti, ma anche per gli equilibri tra le squadre. Nel post-tappa, le dichiarazioni del team Soudal Quick-Step hanno acceso il fuoco della polemica. E nel mirino non c’è Pogacar, ma la Visma | Lease a Bike, rea – secondo Remco Evenepoel e i suoi – di aver adottato una tattica suicida.
“Non si può correre così per tre settimane”
È Ilan Van Wilder a lanciare il primo siluro ai microfoni di Het Nieuwsblad: “Molti corridori si sono bruciati cercando di seguire il ritmo folle imposto dalla Visma. E anche loro stessi si sono rovinati. Scusate se lo dico, ma hanno sentito odore di sangue dopo la caduta di Pogacar e hanno gettato tutto sul piatto. E ora La stanno pagando cara”.
Una dichiarazione che lascia poco spazio all’interpretazione. La Visma | Lease a Bike, secondo il giovane belga, avrebbe corso “alla morte” sperando in un Pogacar debilitato per la caduta, ma il piano si è ritorto contro di loro. Il risultato? Pogacar ha demolito tutti, Evenepoel incluso, ma la squadra di Jonas Vingegaard è uscita a pezzi dalla tappa.
Evenepoel critica la Visma | Lease a Bike: “Sembravano gregari della UAE”
Remco Evenepoel, che ha vissuto una giornata difficile ma ha saputo limitare i danni dopo un inizio in salita sul Col du Soulor, non ha usato toni accesi quanto Van Wilder, ma ha comunque espresso un chiaro disappunto per le scelte tattiche viste in gruppo. “Alcune squadre oggi sembravano correre per aiutare Pogacar e la UAE Emirates XRG. Così non si vince un Tour. La mentalità deve cambiare.”
Evenepoel non critica la Visma | Lease a Bike facendo nomi, ma il riferimento è chiaro. Nel mirino c’è l’atteggiamento troppo aggressivo – e secondo lui miope – di squadre rivali che avrebbero fatto il gioco della maglia gialla invece di ostacolarlo.
Le parole di Evenepoel e del suo entourage riportano alla luce una delle grandi verità del Tour: non si vince da soli. Ma quando Pogacar va così forte, il rischio è che gli avversari si autodistruggano nel tentativo di contenere i suoi attacchi. E allora le strategie diventano politiche, le collaborazioni si rompono, e la tensione sale.
C’è ancora tempo per ribaltare la classifica, ma il tono delle dichiarazioni di Soudal Quick-Step fa capire che, al di là delle gambe, anche le relazioni tra squadre saranno un fattore determinante in questo Tour infuocato.
Mancano dieci giorni all’arrivo a Parigi. Pogacar ha un vantaggio solido, la Visma | Lease a Bike è sotto pressione, Evenepoel lotta con i suoi limiti ma non si arrende. “Ritirarsi sarebbe stata l’opzione più facile”, ha detto. “Ma non è nel mio stile.”






