Tadej Pogačar ha riscritto la storia della Milano-Sanremo in questo sabato 21 marzo 2026. Nonostante una caduta prima della fase calda della corsa, lo sloveno ha polverizzato i record di ascesa sia sulla Cipressa che sul Poggio, quest’ultimo in coabitazione con un super Tom Pidcock.
Body strappato, ferite evidenti e una grinta fuori dal comune: Tadej Pogačar non finisce mai di stupire. Nonostante un contatto al suolo avvenuto poco prima della Cipressa, il fenomeno dell’UAE Team Emirates ha messo in mostra una condizione atletica spaventosa, trasformando una giornata che sembrava compromessa in una sfilata di record mondiali.
Cipressa: il record a 8 minuti e 48 secondi
La Cipressa (5,6 km al 4,1%) è stata il teatro della prima grande impresa della giornata. Pogačar, che aveva già stabilito il primato all’inizio di questo mese con 8’51”, è riuscito a fare ancora meglio nonostante dovesse rimontare posizioni dopo la caduta.
Secondo i dati ufficiali, lo sloveno ha scalato la Cipressa in 8 minuti e 48 secondi. Un tempo incredibile, di ben 9 secondi inferiore rispetto alla scalata del 2025 quando salì insieme a Mathieu van der Poel (8’57”). Un dato tecnico interessante: sebbene Van der Poel sia scollinato insieme a lui, il tempo individuale di “Pogi” è stato di 7 secondi più veloce rispetto a quello dell’olandese, poiché lo sloveno ha dovuto iniziare la sua rimonta dal fondo del gruppo.
Poggio: un volo sincronizzato con Pidcock
La fame di record di Pogačar non si è placata dopo la Cipressa. Sul Poggio, lo sloveno ha sferrato l’attacco decisivo che ha messo alle corde il Campione del Mondo Van der Poel. Solo un immenso Tom Pidcock è riuscito a rispondere colpo su colpo alle accelerazioni dello sloveno.
I due hanno raggiunto la cima del Poggio con il tempo record di 5 minuti e 42 secondi. Mai nessuno, nella storia della “Classicissima di Primavera”, era salito così velocemente verso Sanremo.
Analisi: un’impresa oltre il dolore
Ciò che rende questi numeri ancora più impressionanti è lo stato fisico di Pogačar. Le immagini del suo body lacerato e delle escoriazioni hanno fatto temere il peggio per la sua tenuta nel finale, ma lo sloveno ha dimostrato una resilienza d’acciaio. Con questo doppio record su Cipressa e Poggio, la Milano-Sanremo 2026 entra di diritto nella leggenda del ciclismo moderno.










