A pochi giorni dalla Parigi‑Roubaix 2026, la corsa più brutale e iconica del calendario, scatta un allarme che ha dell’incredibile: diverse pietre dei settori di pavé sono state rubate. Un fenomeno purtroppo noto, ma che quest’anno sta assumendo proporzioni preoccupanti, tanto da spingere il responsabile del percorso, Thierry Gouvenou, a lanciare un appello pubblico.
Il furto è avvenuto in due dei tratti più celebri e decisivi della corsa: il Bosco di Arenberg e il Carrefour de l’Arbre. Proprio lì dove i corridori sfrecciano a oltre 50 km/h, qualcuno ha pensato bene di portarsi a casa un “souvenir”.
First cobblestones sector for the official recon of the Hell of North 😈
— Paris-Roubaix Hauts-de-France (@parisroubaix) April 7, 2026
On the menu: 800 meters of uphill cobblestones sector… Welcome to Briastre! ⭐️⭐️⭐️
Premier secteur pavé visité lors de la reconnaissance officielle du parcours de l’Enfer du Nord 😈
Au menu : 800 mètres de… pic.twitter.com/sbHyF2Y9Wh
Gouvenou furioso: “Così mettete a rischio la vita dei corridori”
Il percorso della Roubaix è monitorato costantemente, ma negli ultimi giorni gli addetti hanno trovato buchi profondi lasciati dal furto delle pietre. Gouvenou, intervistato da De Telegraaf, non ha usato mezzi termini:
“La gente ruba le pietre come ricordo, ma non si rende conto che lascia buchi enormi. È pericolosissimo. Se un corridore ci finisce dentro, può cadere a 50 all’ora. È un rischio mortale.”
Il problema non è nuovo, ma quest’anno si è aggravato: “Ne abbiamo sempre di più. È incomprensibile che non pensino alle conseguenze.”
Arenberg e Carrefour de l’Arbre: i settori più saccheggiati
I furti sono stati registrati soprattutto in:
- Trouée d’Arenberg – il settore più temuto, cinque stelle
- Carrefour de l’Arbre – decisivo per la vittoria
Sono tratti mitici, e proprio per questo finiscono nel mirino dei “cacciatori di souvenir”. Ma togliere una pietra significa creare un cratere: un pericolo enorme per uomini e donne che domenica affronteranno la corsa.
La corsa rischia di essere falsata
Oltre al rischio per l’incolumità dei corridori, Gouvenou sottolinea un altro aspetto: “Un buco può cambiare il corso della gara. Non vogliamo che una caduta decida la sfida tra Pogacar e Van der Poel.”
La Parigi‑Roubaix è già una corsa spietata. Non ha bisogno di ulteriori trappole artificiali.
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La soluzione: scorte di pietre e controlli continui
L’organizzazione ha predisposto una riserva di pavé per riempire i buchi creati dai furti. Gli addetti stanno effettuando controlli quotidiani e un’ultima ispezione completa è prevista alla vigilia della corsa.
“Ripetiamo i controlli più volte. Alla fine della settimana ricontrolliamo tutto. Non possiamo permettere che un buco rovini la gara o faccia male a qualcuno.”
Un appello ai tifosi: “Lasciate le pietre dove sono”
Il messaggio finale è chiaro: “Questa corsa è già abbastanza dura. Non portate via le pietre. Non è un souvenir, è un pezzo di storia che deve restare lì.”
Un appello che spera di fermare un fenomeno assurdo, che rischia di compromettere la sicurezza e lo spettacolo della Monumento più attesa della primavera.
















