Van Aert, un gesto che commuove: il bouquet della Roubaix consegnato ai genitori di Michael Goolaerts

Il dito puntato verso il cielo, il volto segnato dalla fatica e dall’emozione, e quel gesto che ha fatto il giro del mondo: la vittoria di Wout van Aert alla Parigi‑Roubaix 2026 non è stata soltanto un trionfo sportivo, ma un omaggio profondo e sentito alla memoria di Michael Goolaerts, il compagno di squadra scomparso nel 2018 durante la corsa che tutti chiamano “l’Inferno del Nord”.

Ma il tributo non si è fermato al velodromo. Come promesso, il bouquet della vittoria è arrivato nelle mani dei genitori di Michael, a Westerlo, meno di 24 ore dopo il trionfo.

“È una vittoria per il nostro Michael”

A consegnare i fiori è stato il manager di Van Aert, Jef Van den Bosch, mentre il corridore era già in viaggio per una breve vacanza. “Wout ci aveva detto che avrebbe portato i fiori a Michael, e lo ha fatto”, racconta Marianne Goolaerts a Sporza. “Per noi è come se questa vittoria fosse anche sua.”

Il padre, Staf, aggiunge un dettaglio che racconta meglio di qualsiasi parola il legame tra Van Aert e la famiglia Goolaerts: “Alle 4.15 di notte ho ricevuto un messaggio da Wout. Non riusciva a dormire. Mi ha scritto: ‘È successo troppo oggi. Le emozioni sono tante. Ma i fiori stanno arrivando con Jef’.”

Un messaggio semplice, umano, che ha toccato profondamente i genitori di Michael.

Un legame che non si è mai spezzato

Sono passati otto anni dalla tragedia dell’8 aprile 2018, ma per Van Aert quel giorno è rimasto una ferita aperta. “Non ci ha mai lasciati soli”, spiegano i genitori. “Non è che ci sentiamo ogni settimana, ma Michael è nel suo cuore. Tutti i ragazzi di quella squadra lo portano ancora con sé.”

Il bouquet ricevuto lunedì ha trovato subito posto accanto all’urna di Michael, modellata a forma di pavé, simbolo della corsa che gli è stata fatale. “È il posto giusto”, dice Staf. “Il giorno in cui Michael avrebbe compiuto 30 anni, Wout era qui con altri fiori. È sempre il benvenuto.”

Il ricordo che resta, anche quando il ciclismo va avanti

La famiglia Goolaerts vive ogni ricorrenza con dolore, ma anche con gratitudine verso chi continua a ricordare Michael. “Ci sono tanti ragazzi che muoiono in incidenti e di cui non si parla più”, dice Marianne. “Noi abbiamo la fortuna che il nome di Michael venga ancora pronunciato. E ora, dopo la Roubaix, ancora di più.”

Una Roubaix che vale doppio

Per Van Aert, la vittoria di domenica è stata definita da molti come il compimento del suo “lavoro di una vita”. Ma per chi conosce la sua storia, è stata molto di più: un cerchio che si chiude, un tributo a un amico perduto troppo presto, un gesto che va oltre lo sport.

E in quella casa di Westerlo, tra un pavé trasformato in urna e un mazzo di fiori arrivato da Roubaix, il ciclismo ha mostrato ancora una volta il suo lato più umano.

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