La Parigi‑Roubaix 2026 non ha regalato solo spettacolo e polvere: a far discutere, nei giorni successivi, è stato il botta e risposta tra Tadej Pogacar e l’assistenza neutra Shimano. Il campione del mondo, costretto a cambiare bici dopo una doppia foratura sul pavé di Quérénaing, ha definito il mezzo ricevuto «una carriola», scatenando un’ondata di reazioni.
«Ho corso un po’ con la ruota anteriore bucata, poi ha ceduto anche la posteriore e ho dovuto fermarmi», ha raccontato Pogacar ai media sloveni. «La bici che mi hanno dato era una carriola: altezza sella sbagliata, gomme non adatte, e non ero più abituato a un setup Shimano. Ho dovuto cambiarla di nuovo».
Il racconto della Roubaix 2026: inseguimento, caos e un’altra foratura
Il 27enne della UAE Emirates ha pedalato per alcuni chilometri sulla bici neutra, perdendo una trentina di secondi dal gruppo principale. Solo dopo aver superato la fase più critica è riuscito a ricevere una seconda bici dalla propria ammiraglia, rilanciando l’inseguimento fino a rientrare poco prima della Foresta di Arenberg. Alla fine, Pogacar ha chiuso secondo, battuto in volata da Wout van Aert.
La replica di Shimano: «La bici era della sua misura»
La risposta dell’azienda giapponese non si è fatta attendere. Kevin Poret, il meccanico che ha consegnato il mezzo allo sloveno, ha difeso il lavoro dell’assistenza neutra:
«Tutte le nostre biciclette sono preparate con cura. Gli abbiamo dato una bici della sua misura, il meglio che avevamo per permettergli di ripartire subito. Probabilmente, oltre alla foratura, c’era anche un problema meccanico. Il nostro obiettivo è intervenire rapidamente, e lo abbiamo fatto».
Pogacar – Shimano, un caso destinato a far discutere
Il siparietto tra Pogacar e Shimano ha acceso il dibattito tra tifosi e addetti ai lavori: quanto può incidere una bici neutrale in una corsa estrema come la Roubaix? E quanto è giusto aspettarsi un setup “perfetto” in una situazione d’emergenza?
Quel che è certo è che l’episodio resterà uno dei momenti simbolo della Roubaix 2026, insieme alla battaglia finale tra Pogacar e van Aert.










